Le olimpiadi invernali nelle valli provenzali e brianzonesi della Provincia di Torino
Giornale Online Targatocn.it
Siamo venuti a conoscenza della lettera che avete ricevuto, e pubblicato, dei signori Fabrizio Bernissan e Miquèu Dantin, imbucata ad Anglet città che si trova vicino a Bayonne, nel sud della Guascogna, sulla costa dell'oceano Atlantico. Sebbene gli autori della missiva sottolineino la diversità dello spazio linguistico d'oc, essi lo presentano come se formasse un insieme omogeneo chiedendo al Comitato delle olimpiadi di promuovere la nostra lingua e la nostra cultura, profondamente occitana...
Questa visione è contraria alla realtà. Questo vasto spazio linguistico (il paragone tra le distanze Anglet Bayonne - Sestriere(850 km) e Sestriere - Roma, 700 km, basta per capire l'ampiezza di questo territorio e a comprendere la pluralità di questo spazio di cui la superficie è uguale al 2/3 di quella italiana.) non ha mai conosciuto un'unità politica. Vi sfidiamo a trovare, anche considerando le epoche più remote, una monarchia, un ducato, una contea o una repubblica d'Occitania.
In verità siamo di fronte ad una sottofamiglia delle lingue latine, comprendente : la lingua alvergnate, la lingua guascone, la lingua linguadociana, la lingua limosina, la lingua provenzale e la lingua nizzarda. Se c'è una fraternità affettiva tra i paesi dove sono parlate queste lingue, ciò non significa che questi devono fondersi in un solo stampo, lo stampo occitano, e tanto meno che ciascuno di essi debba perdere il nome della propria lingua al profitto di un solo nome a connotazione unitaria, l'occitano.
Sui due versati delle Alpi provenzali, i legami linguistici, culturali, storici, economici sono sempre stati molto forti. Lo spartiacque è diventato una frontiera solo recentemente: nel XVIII° secolo per le valli brianzonesi, per le valli dello Stura e dell'Ubaye solamente nella seconda metà del XIX° secolo, per quelle più meridionali al momento della formazione dello stato italiano.
Per assicurarsene l'alleanza che lo proteggeva dall'annessione da parte dei Savoia, il Marchesato di Saluzzo aveva instaurato dei rapporti privilegiati con la Contea di Provenza, poi con la corona francese quando essa controllò il Delfinato e la Contea di Provenza. È solamente con il rafforzamento del potere delle Stati nazionali nel XIX° secolo e nella prima metà del XX° secolo, che si è attenuata la provenzalità delle valli del Piemonte sud-occidentale. La lingua delle popolazioni di queste valli è quella provenzale, sotto forma delle varianti alpine che sono loro particolari.
Dalla fine dell'ultima guerra mondiale, i rapporti tra i due versati delle Alpi provenzali non hanno cessato di crescere e sono stati rinforzati dall'abolizione delle frontiere nella cornice dell'Unione Europea. Questo processo dovrebbe intensificarsi ulteriormente con la prossima adozione della Costituzione Europea. Questo è il motivo per cui sosteniamo l'azione della Consultò Provenzale affinché, nella cornice delle olimpiadi invernali del 2006, si tenga conto della secolare identità provenzale delle valli e non si accetti l'artificiale ideologia occitana. Ciò non impedisce l'amicizia, come già detto, tra i paesi d'oc.
Henri FERAUD
Presidente delegato dell'Unioun Prouvençalo