Un Nobel Provenzale
Nei dossier dei premi Nobel ( specchio n°434) avrei gradito vedere citato Frederì Mistral, l'unico Nobel ad avere scritto in Provenzale, ossia una lingua non riconosciuta. E che ha contribuito non poco allo sviluppo di molta letteratura in lingua piemontese.
Due manifestazione prese a caso che, in Piemonte, quest'anno hanno celebrato Mistral sono state: un convegno a Bardonecchia con la partecipazione, tra gli altri, di un'associazione culturale calabrese per lo studio delle lingue provenzali, un raduno annuali di Provenzali, a Coumboscuro nella cuneese Valle Grana, che ha festeggiato i 100 anni del conferimento del Nobel ei 150 anni della Fondation du Felibrige per la promozione della lingua d'oc.
Alberto Masino, Torino
Abbiamo chiesto un ricordo di Mistral al poeta e collaboratore di Specchio Mautizio Cucchi.
Mistral è stato un poeta di indubbio valore e originalità, anche se è innegabile che, purtroppo, la sua opera non gode della necessaria considerazione. D'altra parte questo è anche dovuto alle grosse difficoltà di lettura che la sua lingua presenta. Basti pensare che in Francia viene pubblicato con traduzione a fronte.
Thibaudet ha scritto che il vasto territorio della poesia si estende dai "Fiori del male" di Baudelaire a "Mireio" ( Mirella) di Mistral, il grande romanzo in versi , l'opera più nota del poeta provenzale, ripubblicata infinite volte, spesso in edizion ipopolari, ma, occorre dirlo,, ben poco letta in Italia. Eppure "Mireio" fin dal suo primo apparire (nel 1859) fu accolta con entusiasmo, sostenuta da Lamartine e lodata da Barbey d'Aurevilly,. Per rendergli omaggio e dare anche un po' il sapore della sua bella lingua, ricordiamo l'inizio del poema:
Cante uno chato de Prouvènço
dins lis amour de sa jouvenço
Iéu la vole segui
Canto una ragazza di Parvenza
negli amori della sua gioventù
voglio seguirla
Articolo pubblicato su Specchio uscito con "La Stampa" di Sabato 16 Ottobre 2004.