Il terzo anello - Occitania
Oggetto:
dichiarazione a riguardo della trasmissione radiofonica di RAI Radiotre
La Consulta Provenzale, quale movimento popolare per il riconoscimento della lingua provenzale, venuto a conoscenza dagli organi di stampa del ciclo di trasmissioni di RADIOTRE dedicate all'occitania,
PRESO ATTO
della serie di notizie divulgate e non corrispondenti a realtà storica e culturale riguardanti le valli alpine del Piemonte sud occidentale
DENUNCIA
- che la diffusione da parte dell'ente pubblico di elementi costituenti la dottrina nazionalista proposta dal PNO ( partit nacionalista occitan), MAO ( movimento autonomista occitano) ora trasformatosi in Chambra d'oc, Ousitanio Vivo e da Espaci Occitan
- che nella struttura delle varie puntate è stato seguito un preciso programma di argomenti, che enfatizzano la teoria dell'occitania-nazione:
non ci risulta che nel medioevo,o in altre epoche, sia mai esistita una nazione chiamata "occitania" e che neppure la Contea di Tolosa abbia mai riportato tale nome; aprendo un atlante geografico di Francia vi si legge a chiare lettere i nomi di regioni storiche o amministrative quali Provenza, Alvernia, Perigord etc. etc. le quali sono organi territoriali dello Stato Francese e non di un'inesistente e mai esistita "occitania"
- che a quanto ci è dato sapere, le valli alpine di Cuneo e Torino, almeno quando abbiamo cominciato a scrivere questo comunicato stampa, facevano ancora parte dello Stato Italiano, del quale tra l'altro la RAI è organo radiotelevisivo ufficiale, e non di una se dicente, improbabile ed inesistente nazione "occitana"
- che la quinta puntata ha come titolo Frederì Mistral un Nobel occitano. Forse gli autori ignorano che il Nobel per la letteratura Frederì Mistral proponeva una visione pluralistica e di rispetto di tutte le culture e le lingue in ogni loro varietà; ma soprattutto ignorano che egli mai si dichiarò occitano, e che il termine "occitano" o "occitania" non compare in alcuno dei suoi scritti
- che non esiste, fra gli abitanti delle valli alpine, alcun sentimento di appartenenza ad alcuna nazione "occitana" né tanto meno essi si riconoscono nella dottrina nazionalista "occitana" né nei simboli fasulli che essa ostenta ( bandiere; croci di varia foggia e entità; colori quali il giallo e il rosso);
che l'allievo di Frederì Msitral, Pèire Devoluy, considerato il discepolo per eccellenza di Mistral, scriveva già nel 1896, nella sua opera "Istori naciounalo de la Prouvenço" ( Storia nazionale della Provenza), che nelle valli alpine che scendono verso la pianura torinese, "se ié parlo puramen prouvençau entre pastre e gent de mas" (trad: "si parla essenzialmente provenzale tra pastori e gente di campagna").
Nel XX secolo grazie all'opera dei professor Buratti, del professor Grassi e del professor Jean- Baptiste Marcellesi si è definitivamente chiarito in sede accademica che le lingue parlate nelle vallate di Cuneo e Torino sono varianti di provenzale alpino e non di "occitano"
- che il movimento "occitanista" è intenzionato a proporre e diffondere l'uso di una lingua normalizzata, "occitano normalizzato", anacronisticamente e assurdamente basato sulla lingua che si ipotizza parlassero i Trovatori; avallare tale proposta significherebbe imporre alle popolazioni delle nostre vallate una lingua mai esistita e del tutto estranea, cancellando e soffocando la ricchezza linguistica del nostro territorio
- che l'Unioun Prouvençalo, l'Unioun Prouvençalo Transalpino, la Consulta Provenzale, il Coleitieu "Prouvenço" con la collaborazione dei movimenti nizzardi, grazie alla consulenza del sociolinguista prof. Jean- Baptiste Marcellesi, a Briançon, il 21 Settembre 2002, hanno redatto la Dichiarazione di Briançon (in quattro lingue differenti: provenzale nelle sue varianti rodaniane e brianzonese, nizzardo, francese e italiano) nella quale affermano che il provenzale è una lingua polinomica, costituita cioè da più varianti aventi tutte lo stesso valore, dissociandosi ed opponendosi decisamente all'ideologia unificante occitana.
La Consulta Provenzale, nell'intento di non vedere ulteriormente compromesso e strumentalizzato il patrimonio culturale e linguistico delle vallate del Piemonte sud occidentale e delle regioni del sud della Francia e raccogliendo il malumore diffuso fra la popolazione delle vallate che vede equivocata e deformata la propria cultura,
RICHIEDE
alla Direzione RAI di aprire una seria riflessione e sospendere la programmazione della suddetta trasmissione,
PROPONE
di aprire uno spazio radiofonico e televisivo oggettivo che proponga una seria, scientifica e reale riflessione sulla realtà linguistica storica e culturale del Piemonte sud occidentale e sulla pluralità delle lingue d'oc. Tale dovuto approfondimento sarebbe tanto più utile nel centenario dell'attribuzione del Nobel al poeta provenzale Frederì Mistral.
Consulta Provenzale