Incontro sulla Legge 482
Testata giornalistica: Il Maira
Lunedì 17 maggio si è svolto presso il salone consigliare di Borgo San Dalmazzo un incontro sul tema della Legge 482 del 15 Dicembre 1999 sulle Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche nell'ambito del quale Elio Rostagno, candidato alla Presidenza della Provincia di Cuneo per il Centro sinistra, ha presentato il proprio programma elettorale.
L'on. Bressi dei Ds ha parlato della Legge 482 e della sua applicazione con specifico riferimento alle minoranze piemontesi. Poi è stata la volta di Elio Rostagno che ha presentato come punto essenziale del suo programma il tema delle montagna e delle minoranze linguistiche. Egli ha toccato il problema della questione occitano - provenzale e ribadendo la necessità di tutelare entrambe le minoranze linguistiche ha affermato che , in caso di vittoria della sua lista, promuoverà un tavolo di incontro e dialogo per cercare di risolvere la questione in modo soddisfacente per tutti.
La signora Ines Cavalcanti intervenendo per prima ha negato la disponibilità da parte occitanista a venire a trattative con la Consulta Provenzale e con chi non si sente occitano rifiutando espressamente la proposta di Rostagno e ribadendo i punti cardine dell'ideologia occitanista di Espaci Occitan quali la normalizzazione linguistica.
Gli interventi successivi hanno rivelato che si sta verificando una spaccatura fra la gente a riguardo della questione occitano provenzale: è stata sottolineata da più persone l'importanza di salvaguardare il patrimonio culturale delle vallate senza alienarlo sotto l'unico marchio "occitano".
L'on. Bressa in chiusura ha ribadito la necessità del dialogo e del rispetto delle varianti linguistico culturali invitando gli occitanisti a non spingere troppo sul tema della normalizzazione, valorizzando la lingua parlata rispetto a quella scritta. Ha ricordato, che a Belluno purtroppo la Legge ha prodotto come anche in Piemonte un proliferare di adesioni di comuni non appartenenti a aeree culturali di minoranza storica e questo perché la Legge è stata banalmente considerata come fonte di finanziamenti: a fronte di cinque comuni veneti in cui si parla il Ladino, ben 48 si sono dichiarati appartenenti all'area ladina.