Peveragno non è terra occitana!
In questo autunno fresco e un po' grigio pochi si sono accorti di quello che stà avvenendo nella zona montana cuneese e torinese, si tratta in realtà dell'inizio di una lenta deriva amministrativa e politica della Repubblica Italiana, che parte direttamente dai suoi comuni.
Il 15 settembre scorso il Comune di Peveragno consacra e espone la così detta bandiera "occitana" sul balcone del suo municipio. Questo atto letto distrattamente come una colorata parentesi folkloristica è in invece un fatto gravissimo sul quale bisogna soffermarsi e riflettere a lungo.
Un Comune della Repubblica Italiana avvalla e sostiene , anche apertamente nelle dichiarazioni di sindaco e presidente di comunità montana, il concetto di "nazione occitana" esponendo la bandiera di un partito politico straniero ( il Partit de la Nation Occitana, ex il Partit Nazionalista Occitan, http://www.p-n-o.org/entrada.php) che da 50 anni predica e propaganda l'indipendenza da quelli che gli occitanisti considerano i tre stati oppressori della "nazione occitana": Italia, Francia e Spagna.
Sul notiziario del Comune di Peveragno viene dato ampio spazio alla tematica riportando per filo e per segno tutti gli elementi fondamentali della propaganda nazionalista occitanista,che vengono riassunti in uno specchietto a pagina 3 che recita: l'occitania è una grande nazione che si estende dalle Alpi all'Oceano Atlantico abitata da 13 milioni di abitanti , con capitale Tolosa, un 'estensione di 196.741 kmq, divisa in tre stati con lingua nazionale, quindi ufficiale, l'"occitano".
Ma Peveragno non era in Italia, regione Piemonte, provincia di Cuneo???!!
Eppure c'è qualcuno che, diffondendo queste informazioni false e tendenziose, cerca di affermare
I principi della dottrina nazionalista occitana facendoli addirittura digerire alle amministrazioni comunali, sotto la falsa promessa di chissà quali finanziamenti ... e già ormai la storia è vecchia, e gli amministratori in gran parte ci cascano. I Comuni sono ormai in pessime condizioni finanziarie a causa dei continui tagli operati dallo Stato centrale , e si sa la povertà è brutta brutta, così gli amministratori un po' in buona fede, un po' a causa della loro non proprio brillante preparazione culturale in materia, si fanno spesso affascinare ed abbagliare da chi gli a balenare davanti i miraggi di facili e rapidi finanziamenti. E questa carta stanno giocando gli occitanisti.
La cosa che stupisce è il silenzio delle Istituzioni e delle Autorità competenti , quali la Prefettura di Cuneo, che lasciano fare senza intervenire benché si stia applicando una proposta di legge regionale non ancora approvata e quindi non ancora legge.
Ci auguriamo vivamente che qualcuno si occupi presto di questa faccenda e venagno adottati i provvedimenti necessari