Discorso del Presidente Vauzelle ad Arles( pronunciato in occasione della Manifestazione del 17 marzo 2007)

Cari amici,

sono il primo Presidente eletto dai Provenzali a suffragio universale. Per questo oggi sono qui presente, il fatto è normale. Prima di me, prima di questo mandato in corso ... che io esercito quale eletto dal popolo di Provenza - il Presidente non era eletto a suffragio universale. Oggi è così. E perciò io sono legittimamente e naturalmente qui, per difendere con voi ciò che rappresenta la nostra libertà!

Libertà non è una semplice parola che scriviamo sulle facciate dei nostri municipi. Libertà non è solamente quel principio che difendiamo con tutti gli eletti, che si fregiano della fascia con i colori di Francia. Libertà è anche un modo di vivere, è il costume, è la cultura, la morale, ciò che appartiene a noi, in quanto Provenzali: a noi, popolo mediterraneo, ricco di una grande e lunga storia.

Per questo motivo, quando sono stato eletto Presidente di questa Regione, ho rifiutato una bandiera molto simile ad una insegna commerciale, mentre,al contrario, noi possediamo una storia della massima importanza.

Ora ci chiamiamo P.A.C.A. : un nome che io non sopporto, poiché da noi non ci sono "pacain" ed è una sigla che rispecchia per nulla della nostra storia, la nostra dignità, la nostra nobiltà d'origine! Francamente spero che un giorno la Repubblica francese, accetterà che ... per la volontà dei suoi abitanti, questa Regione trovi una nuova identificazione, un altro nome. E ci chiameremo "Provenza".

Ben inteso, l'anima della Provenza mira ad affermare la nostra identità, la nostra cultura e, di conseguenza, la nostra lingua regionale o nazionale. Non dimentichiamo, che in passato la Provenza si unì alla Francia con un confronto alla pari e non una semplice annessione al Regno di Francia!

E' necessario che questo fatto venga ricordato oggi! Infatti, per lunghi secoli (da Luigi XI e durane tutti gli anni della monarchia) ci sono stati uomini e donne che hanno parlato la nostra lingua "Provenzale" - sottolineo "Provenzale" - che si è mantenuta questa radice straordinaria, questa idea straordinaria, questa cultura straordinaria, questa etica, questa morale di libertà fondata su una cultura, che io definisco straordinaria, poiché non è rivolta al passato ma al futuro.

Oggi, con la mondializzazione e lo strapotere dei capitali, vince la tendenza di imporre ovunque una sola lingua, l'americano. Ebbene, diciamo con forza che siamo francesi e che parliamo francese!... Che siamo "Provenzali" e che parliamo "Provenzale"!

E' cosa del tutto naturale e comprensibile! Perché andare a fomentare guerre fratricide o complicazioni riguardanti solo gli esperti. Dal momento che (e lo sappiamo bene, o popolo di Arles, o popolo provenzale) voi siete venuti qui spontaneamente, gli occhi umidi, cantando la "Coupo Santo"... che cosa rimane di complicato in questa Europa, che sta ritrovando il cammino delle Regioni, e appunto nel momento, in cui la nostra Regione è chiaramente rappresentata nella capitale europea (Bruxelles), e proprio là che noi dobbiamo portare risposte di identità e riferimenti culturali ai giovani, che da noi li attendono.

Ma non c'è soltanto la lingua. Ci sono tutte le altre tradizioni dal costume fino alle usanze legate ai tori, ai cavalli... che oggi rendono la Provenza ricca di questa cultura e fa sì che a livello mondiale essa sia riconosciuta e rispettata. Allora, insieme, difendiamo la Provenza!

Per far questo è necessario ora inserire nella Costituzione, che il Francese è la lingua della Repubblica, per difendere il francese a fronte d'una lingua estranea che ormai sta invadendo il mondo intero!

Di più: noi dobbiamo inserire nella Costituzione, come già abbiamo fatto per le Regioni, il riconoscimento delle nostre lingue regionali. Questo è importantissimo, poichè è questa diversità che rappresenta la ricchezza della Francia; è per questo riconoscimento da parte della Francia di fronte alle Regioni che la formano ... in particolare quelle che possiedono una cultura forte come la Provenza ... che la Francia è fiera di sè stessa e gli eletti della Repubblica portano i tre colori.

Io porto i colori della Provenza, poiché sono il Presidente di questa Regione, ancora una volta eletto dal popolo di Provenza (eletto due volte consecutive dal popolo di Provenza).

Non dimentichiamo in alcun modo, che in questo momento, com'è stato appena precisato, in questo momento alcuni vorrebbero ... e la nostra battaglia è già difficile di per sè ... introdurre divisioni fra di noi, che siamo forti della nostra cultura: così forti che possiamo tendere la mano agli altri! Noi tendiamo la mano a tutte le altre lingue d'oc, così come tendiamo la mano a tutte le lingue e alle altre culture regionali, a condizione che ci rispettino nella nostra identità, che rispettino la nostra Provenza e la lingua Provenzale. Non è poi cosa talmente difficile!

E per quanto concerne il nome della Regione, beninteso, personalmente sono anche stato eletto dai nizzardi della Contea di Nizza e non faremo nulla senza un consenso democratico, rispettoso di ciascuno. C'è una lingua a Nizza che rispettiamo, come c'è una lingua nelle Alpi, che rispettiamo, come è rispettata dai due lati delle Alpi e rappresenta solido trait d'union con i nostri fratelli d'Italia.

Ebbene: oggi siamo qui per una grande festa, per una festa di libertà! É la festa della Provenza!

Michel Vauzelle

Presidente della Regione

Provence Alpes-Côte-d'Azur