Dopo le giornate di Arles

ARLES - Le giornate per le culture regionali e lingua provenzale si sono svolte ad Arles, sabato, domenica e lunedì scorso. Tra gli invitati rappresentanti di comuni, numerosi gruppi dal Piemonte e dalle valli alpine, la Consulta Provenzale, che si sono organizzati in comitive per raggiungere la capitale della Camargue.

Oltre agli incontri dedicati alle identità e lingue territoriali in Francia ed in Italia, momento clou delle giornate è stata la manifestazione pubblica di sabato 17 pomeriggio. Soddisfazione degli organizzatori che hanno radunato una folla di ben 5000 persone, che ha mandato in tilt il traffico con ripercussioni sul deflusso della circolazione intorno alla città, compresa la strada di grande comunicazione verso la Spagna.

Nella storica Piazza delle Arene, l'intervento del Presidente della Regione Provence-Alpes-Côte-d'Azur, M. Michel Vauzelle, già Ministro della Giustizia del Governo Francese ha suscitato ampio dibattito e interesse.

Il discorso pacato e preparato, è stato un momento alto di riflessione e condivisione, che ha coinvolto nel dibattito decine di indaci, parlamentari e rappresentanti di dipartimenti, presenti all'evento.

"Una regione, un territorio, si misura con l'avvenire - ha esorditoVauzelle - se si riconosce nel proprio essere, il proprio 'stato'.Ciò significa sapere chi siamo! E noi, che viviamo sui bordi del Mediterraneo e siamo figli della civiltà latina, non possiamo che riconoscerci nel principio della pluralità delle ulture che sono parte fondante dell'Europa che è stata e che verrà."

Il concetto della pluralità è stato al centro del discorso, che ha portato a ricordare le intese storiche con il Piemonte "Paesi e terre tra Nizza e Marsiglia, sono state zone privilegiate dell'emigrazione, soprattutto proveniente dai territori della vicina Italia, a cui abbiamo dato accoglienza e a cui dobbiamo molto! Oggi la popolazione della Regione Provence-Alpes-Côte-d'Azurè composta da oltre il 27% di immigrati da altre regioni francesi e da paesi extraeuropei. Questo fa sì che il nostro DNA possieda un profondo senso di 'partage' che ha radici lontane".

"Quelle radici - ha richiamato in un ulteriore passaggio Vauzelle - ci stimolano a chiedere rispetto nei nostri confronti: verso le nostretradizioni, la nostra cultura la nostra storia".

Con riferimento al quadro politico francese con schietta franchezza e consequenzialità ha aggiunto: "Ci troviamo - ha continuato il Presidente - a pochi mesi dalle elezioni presidenziali francesi e, credo, sia utile avanzare le nostre richieste al prossimo Presidente della Repubblica: una di queste, che rientra a pieno titolo nel tema di queste giornate, è la salvaguardia e sviluppo, con azioni legislative, delle civiltà locali, di cui le lingue regionali sono simbolo. Sappiamo che per fare questo la Francia deve assumersi il compito di modificare l'art.2 della Costituzione, in cui si afferma che la lingua di Francia è il solo francese. Questa richiesta nasce dalla stretta quotidianità, dove il plurilinguismo (è sufficiente aprire le orecchie) è nella natura stessa della società moderna".

Interrotto da un lungo applauso della piazza, Vauzelle ha concluso con un passo,che segnerà il cammino legislativo del suo Governo regionale: "Farò il possibile per promuovere un referendum al fine di modificare il nome della Regione: da P.A.C.A. (che mi pare più una sigla commerciale) a Provenza tout court. In quel nome il nostro ieri e il nostro futuro. La Provenza ha una lingua che è il provenzale, ha un passato e una civiltà nobilissima ereditata da secoli di storia. Nell'Europa delle Regioni dobbiamo ritrovare lanostra fierezza e dignità!".

Il discorso ha fatto scalpore e i media hanno ripreso con interesse il forte messaggio del Presidente Vauzelle.

L'inaspettata presa di posizione a favore delle culture e lingue regionali, ha piacevolmente sorpreso le delegazioni piemontesi presenti, che inquesti ultimi tempi si sono mobilitate a causa delle annunciate intenzioni della Regione Piemonte di eliminare dalla legislazione regionale la stessa lingua Piemontese. La recente delibera approvata all'unanimità dal comune di Cuneo a sostegno della lingua piemontese, ha ritrovato corrispondenza nel preciso richiamo ed indirizzo del Presidente che guida la Regione appena al di là della frontiera.

Uno stimolo e puntualizzazioni di principio, che hanno anche confortato l 'azione delle associazioni provenzali presenti in gran numero (oltre140). Infatti queste, da tempo richiedono la revisione della Legge 482/99 sulle minoranze linguistiche storiche in Italia, attualmente recepita come "legge discriminante", che esclude molte lingue regionali e storiche tra cui il provenzale.

Intanto, in concomitanza con le giornate di Arles, in molte città, si sono svolte e si svolgeranno, numerose altre manifestazioni a sostegno del patrimonio regionale.

La questione sta diventando tema di attualità a livello europeo.