Una breve storia delle relazioni provenzale-francese

Il provenzale è stato confrontato alla progressione del francese dal XVI° secolo. Questo ultimo è stato introdotto in Provenza come lingua scritta alla fine del XV° secolo ed il suo uso giuridico, in sostituzione del latino è stato confermato dall'editto di Villers-Cotterêt (1539)(1). La Provenza è stato fra i paesi d'oc quello che è passato allo scritto amministrativo francese in epoca più tarda rispetto agli altri (si trova il provenzale fino alla fine del XVI° secolo e riappare oggi). L'Ordinanza di Villers -Cotteret non ebbe del resto che poche conseguenze sull'uso orale della grande maggioranza della popolazione che resterà prevalentemente legata all'uso del provenzale fino al XX° secolo. Le classi "superiori ", sempre più attirate dal polo parigino sono quelle che tendono ad apprendere il francese tra il XVI° ed il XVIII° secolo. Ciò è dovuto al fatto che nel 1486, dopo essere appartenuta alle dinastie prima aragonese poi angioina , la corona di Provenza - ma non la Provenza che resta indipendente fino in 1790 ... viene lasciata al Re della Francia. Si crea così una situazione di moderata diglossia, con alcuni scritti in francese ed il resto dello spazio sociolinguistico in provenzale (con un po' di latino e di italiano qua e là).

Nel XIX° secolo, con l'annessione della Provenza e della Contea da parte della Francia, il conflitto diventa più forte: la legislazione nazionalista e le strutture socio-culturali uniformizzatrici costituite dopo il 1789, sostenute dalle classi superiori, rigettano dovunque i " patois " ed esigono dal popolo dei rudimenti di francese. La conoscenza del francese progredisce allora di poco negli strati popolari. Ma è con la scuola obbligatoria, la guerra di 1914 ed un ammodernamento profondo (media, comunicazioni esodo rurale...), che la maggioranza dei Provenzali si adegua per forza al francese,tra il 1890 e il 1950, sotto la forma particolare di un francese provenzalizzato, questo francese regionale che parliamo oggi. Dopo la II guerra mondiale, il provenzale continuerà in parte la sua regressione quantitativa, essendo vittima di interdizioni e di disprezzo da parte delle autorità francesi, respinto dalle nuove generazioni, ed annegato in un flusso migratorio enorme proveniente in particolare dal nord della Francia (turismo, insediamenti economici...). Tuttavia, l'imposizione esclusiva del francese contro il provenzale ha causato nella popolazione lo sviluppo di movimenti di sostegno della lingua regionale in una prospettiva, se non di bilinguismo egualitario, almeno di diglossia stabilizzata. Il provenzale fa parte di quelle lingue di Francia sufficientemente individuate e descritte da far si che il " complesso patoisant " istillato a scuola non penetra radicalmente la popolazione: le parlate della Provenza hanno sempre conservato in parte lo statuto di " lingua " identificata sotto un nome comune. Questi movimenti di cui l'archetipo è stato e resta il Félibrige (fondato nel 1854 da F. Mistral e ancora esistente) sono attivi su tutti i piani: quello letterario (più riuscito, con lo sviluppo di una creazione di qualità riconosciuta fino ai nostri giorni, vedere Courty 1997 e Bayle-Courty 1995), sul piano pedagogico (sviluppo dell'insegnamento associativo e nell'educazione nazionale), sul piano politico (affermazione di un'identità culturale regionale), ecc. Questi movimenti, pacifici ed aperti si appoggiano sulla filosofia umanistica dei Diritti della Persona e delle minoranze, contrariamente a quanto affermano voci calunniose che vorrebbero sistematicamente connotarli di un'ideologia conservatrice (vedi Blanchet 2000a e (dir.) 1997b). Oggi la loro presenza e la loro azione proseguono dovunque in Provenza, dove il provenzale beneficia adesso almeno di una dinamica nuova e di un netto miglioramento qualitativo in termini di legittimazione sociale.

Sul piano letterario che costituisce uno dei punti forti delle pratiche e dell'immagine del provenzale, segnaliamo che la letteratura in francese non è apparsa in Provenza che a partire dal XIX° secolo, cioè dall'epoca della francesizzazione effettiva, ma ha conosciuto da allora dei grandi autori dalla fibra regionalistica (Daudet, Rostand Pagnol, Giono Bosco, Carro ecc.). La letteratura in provenzale è segnata da tre grandi periodi (vedi Rostaing e Jouveau 1987). Il medioevo fu l'epoca dei Trovatori di cui numerosi Provenzali che influenzarono tutte le letterature dell'Europa con le loro splendide poesie in lingua d'oc (XI°-XIV° s.). La prima rinascita, nel XVI° secolo, ha luogo in particolare sotto l'influenza dei poeti italiani (Petrarca), con un focolare di creazione poetica intorno ad Aix e Marsiglia (Bellaud, Tronco Ruffi) poi, nel XVII°, di creazione teatrale ad Aix (Brueys, Zerbin Codolet) e di poesie pastorali (Saboly, di Avignon). La creatività riparte alla fine del XVIII° secolo nelle città (Aix, Marsiglia Arles, Tolone con Diouloufet, Grossi Coye, Pélabon) e sboccia nel XIX° secolo con la respelido: intorno ad un'intensa produzione (Gelu, Aubanel Roumanille, Maurel ecc.), è il movimento del Félibrige nella zona Arles-Avignon, dominato per Frederì Mistral (premio Nobel in 1904, vedere Mauron 1993) e che prosegue nel XX° secolo fino ad oggi (con grande nomi come Arbaud, Baroncelli, Peyre Bosco, Drutel Chamson, Bayle Galtier, Becco Delavouët, Tennevin Giély, Courty ecc., ).

Se la poesia domina largamente, il teatro (spesso rimato) la segue da vicino, la prosa si sviluppa progressivamente (romanzi, notizie), ma non si dimenticherà il cinema e soprattutto oggi la canzone (Berretto, Chiron, Carlotti Massilia...).

Bisogna notare che i cinque dipartimenti provenzali forniscono da soli più del terzo (e più prestigiosi) dei 1500 autori che scrivono in lingua regionale elencati nei secoli XIX° e XX° nei 32 dipartimenti francesi del dominio linguistico delle lingue d'oc.

Tradotto da Le bilinguisme provençal-français en Provence aujourd'hui. Chapitre premier de Langues, cultures et identités régionales en Provence. La Métaphore de l'aïoli, Paris, L'Harmattan, 2002, di Philippe Blanchet Philippe Blanchet Professore di sociolinguistica presso l'Université Rennes 2 Haute Bretagne. Pubblicato con la gentile concessione del prof. Philippe Blanchet.

(1) Art. 111 -
"Et pour ce que telles choses sont souventes fois advenues sur l'intelligence des mots latins contenuz esd. arrestz, nous voulons que doresnavant tout arrestz, ensemble toutes autres procedures, soient de noz courtz souveraines ou autres subalternes et inférieurs, soient des registres, enquestes, contractz, commissions, sentences, testamens et autres qielzconques actes et exploictz de justice ou qui en deppenden, soient prononcez, enregistrez et delivrez aux parties en langage maternel fronçois et non autrement." Dall' Ordonnance de Villers-Cotteret in merito a "L'etat civil e l'usage du français" .

(2) Ricerca statistica inedita (DEA università Rennes 2) realizzata da Stéphane Boyer a partire dal Dizionario degli autori di lingua d'oc dal 1800 ai nostri giorni di J. Fourié (Parigi, 1994).