Torino 2006: olimpiadi nelle valli provenzali d'Italia
Le due facce della medaglia olimpica
Eccoci giunti finalmente alla vigilia delle Olimpiadi TORINO 2006, tanto attese e preparate da essere diventate un vero tormentone invernale.
Esse sono senz'altro l'evento nazionale e regionale dell'anno appena iniziato. Manifestazione dal curriculum dorato e meraviglioso le Olimpiadi si presentano con tutto il loro significato di manifestazione sportiva piena di ambizioni e prestigio, dando al territorio da una parte l'occasione di ospitare un evento fra i maggiori fra quelli condivisi dall'umanità e dall'altra la possibilità di aprire una grande vetrina sull'Italia, prima di tutto, infatti l'evento è mondiale e poi soprattutto nazionale, ma anche sulla regione Piemonte.
L'onere di ospitare le Olimpiadi invernali spetta infatti alla città di Torino, ma in realtà Torino è stata costretta a coinvolgere direttamente il territorio circostante nell'organizzazione dei giochi, perché gran parte delle discipline in cui si gareggerà possono essere ospitate solo nelle vallate alpine circostanti e la val Susa e la val Chisone sono state scelte fra tutte le altre perché esse sono le valli più facilmente accessibili dalla città pedemontana a cui tradizionalmente fanno riferimento i torinesi per gli sport invernali.
Ricordiamo che la val Chisone e l'alta val Susa sono da sempre abitate da popolazioni di lingua e di cultura provenzale alpina e quindi non può che essere un onore per la gente delle nostre vallate di lingua provenzale ospitare parte delle gare dei Giochi invernali. Alla nostra regione, a Torino e alle vallate circostanti, e alla sua gente va sicuramente assegnata la medaglia d'oro per eccellenza.
Ma è anche vero che la medaglia olimpica ha come tutte due facce. Oltre alla facciata positiva e dorata ce n'è anche un'altra, meno esaltante e negativa, direi di piombo grigio e pesante.
La preparazione dei Giochi ha comportato enormi interventi nelle vallate per la costruzione di strutture sportive e di vie di comunicazione, nonché di strutture di accoglienza con un impatto ambientale e un impegno di spesa ingente. La terra delle nostre montagne è stata rivoltata e ferita irrimediabilmente, basti pensare alla nuova strada che da Pinerolo sale in val Chisone sulla destra orografica del Chisone.
Tutti questi interventi senz'altro necessari e indispensabili per le Olimpiadi che vantaggio reale porteranno alla gente delle vallate e al territorio dopo la fine delle manifestazioni?
Le strutture sportive rimarranno lì immobili e inutili monumenti al progresso e allo sport overranno in qualche modo riutilizzati?
C'è chi sostiene la completa inutilità delle Olimpiadi considerandole addirittura nocive, noi ci limiteremo a parlare delle Olimpiadi delle Alpi provenzali d'Italia e a dare un'idea di alcuni degli aspetti di questo evento siano essi positivi o negativi, senza esprimere una condanna secca e totalizzante ma senza dimenticare che esse hanno un costo per la nostra gente e la sua terra ... costo che probabilmente toccherà pagare a tutta Italia e agli abitanti delle vallate alpine, siano essi di lingua provenzale o no.