La Presidente Mercedes Bresso e le Minoranze
"Vogliamo l'inno occitano alle Olimpiadi invernali"
FOSSANO. Giovedì sera la sala rossa è stata teatro di un evento importante per le minoranze linguistiche: i sindaci dei comuni della regione occitana, franco-provenzale e walser , approfittando della presenza della presidente della Regione Mercedes Bresso a Fossano, hanno chiesto di essere ricevuti per formulare una richiesta: di poter cioè esporre la bandiera della loro comunità di riferimento insieme a quella comunale,regionale europea. Questo obiettivo comporta l'aprovazione di una specifica legge regionale che si richiami a quella nazionale n° 482/99. La Regione Piemonte dovrebbe cioè prevedere, per legge, che i comuni in cui sono insediate popolazioni ai diversi gruppi linguistici possano esporre la bandiera della comunità di riferimento. Erano presenti all'incontro sindaci del Verbano- Cusio-Ossola ( che hanno per corso 250 chilometri per raggiungere la nostra città), della Valle Susa, della valle Po, delle valli Varaita, Maira, Stura, Vermenagna. Hanno preso parte altresì i presidente dell'Unione delle Comunità Montane Lido Riba e il consigliere regionale Giorgio Ferrarsi. L'iniziativa, organizzata i collaborazione con l'assessore alla Montagna Bruna Sibille, ha visto per la prima volta insieme le arre di minoranza linguistica storica occitana, franco-provenzale e walser. I sindaci hanno informato la Bresso della loro volontà di costituirsi in " rete", "Questo incontro ... ha detto Giacomo Lombardo, sindaco di Ostana (occitano) ... è la prima iniziativa pubblica che facciamo insieme, abbiamo intenzione di continuare su questa strada".
Lombardo ha poi donato alla presidente Bresso la bandiera occitana. Sono quindi intervenuti i sindaci rappresentanti delle regioni franco-provenzali e walser.
La presidente Bresso ha ringraziato i sindaci per l'iniziativa ed ha incaricato Bruna Sibille, assessore alla Montagna ( organizzatrice dell'incontro di giovedì sera) di preparare la proposta di legge. La legge nazionale è un atto dovuto, per di più tardivo; noi siamo chiamati a darle piena attuazione.
Sulla proposta di valorizzare le minoranze linguistiche in occasione delle Olimpiadi ( che si svolgeranno nei territori occitani, franco-provenzali e walser), Mercedes Bresso si è detta pienamente d'accordo. "La lingua è un elemento identitaria che deve essere valorizzato dalle Olimpiadi".
Il sindaco Lombardo ha annunciato che la comunità occitana ha chiesto che, nella cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali, insieme all'inno nazionale italiano, venga cantato l'inno "Se chanta". "E' un inno d'amore che con la sua melodia struggente porta un messaggio di pace che nel suo piccolo aiuta a sperare in un futuro in un futuro migliore e forse anche a lenire qualche ferita".
Pubblicato su "La Fedeltà" di Fossano il 23 novembre 2005
Commento
Ecco la scena che si è consumata nella Sala rossa del Municipio di Fossano, ridente cittadina della piana cuneese, descritta con dovizia di particolari, per chi come noi, per fortuna non c'era.
Per fortuna da un lato, perché ci è stata così risparmiata la cerimonia, discutibile, ma dall'altro purtroppo perché in quel contesto si è parlato di un qualcosa che riguarda tutti noi che viviamo nei territori delle Comunità Montane del Piemonte meridionale, e lo si è fatto a nostra insaputa e al di fuori del nostro territorio. Infatti, come chi si occupa della questione provenzale sa, tutti comuni delle Comunità Montane, a presunto torto o ragione, si dichiararono a suo tempo comuni "occitani". Ora a Fossano si è ribadito chiaramente tale concetto aggiungendo in più il fatto che secondo qualcuno tali comuni anelano disperatamente a esporre ai loro balconi la cd. "bandiera occitana".
Chi vuole esporre la bandiera della sua comunità di appartenenza va a gridarlo al di fuori della propria comunità di appartenenza, quasi snobbandola e trascurandola, il che è piuttosto significativo!
La proposta di legge presentata a riguardo da Giacomo Lombardo, nasconde una manovra messa in atto dall'ex MAO, ora Chambra d'oc, per legittimare tale esposizione, pur in presenza di una legislazione nazionale in merito, e pur in assenza di qualunque bisogno di aggiungere qualunque bandiera a quelle già presenti sui nostri municipi. Un po' preoccupante che la presidente Bresso dichiari il suo sostegno pieno e acritico a tali progetti, senza che dal territorio e dalla sua popolazione essi vengano, essendo infatti richiesta avanzata da un cerchio ristretto di sindaci, nella foto se ne vedono a malapena una decina.
Così appare chiaro ora a tutti, o no, quale era l'intento di chi da anni propaganda l'occitanesimo, la grande occitani, di chi dai palchi va gridando "viva l'occitania", "viva la nazione occitana", dipingendosi come un innocuo buontempone festaiolo di campagna, ... o di montagna?
Bene ora vedete tutti che il loro unico scopo, l'unica loro preoccupazione erano e sono quelli di imporre un simbolo nazionalistico, che oltretutto non trova riscontro né nella storia, né nella nostra tradizione, né nel sentimento di chi abita ancora le nostre valli, o addirittura di chi abita il territorio delle Comunità Montane.
Ma se non se ne accorge il nostro presidente, ahimè, credo che nessun altro lo farà ... auguri a tutti ... e non solo per le prossime feste!!!