Le Vie di Roccabruna
A Roccabruna gli occitani hanno cambiato tutti i nomi delle vie
E già, succede a Roccabruna, comune della Valle Maira, provincia di Cuneo, dove gli "occitani" hanno fatto cambiare i nomi delle vie del centro abitato, sostituendo alle storiche denominazioni delle strade nomi di personaggi tratti direttamente dal loro bagaglio culturale occitanista.
Alle tipiche "via Mazzini", "via Cavour", etc sono stati imposti, perché di un' imposizione si tratta, nomi quali "via Pietro Vidal", "via Luisa Paulin" oppure, udite udite, "via Se canta inno occitano".
Sono d'obbligo alcune considerazioni:
- Prima di tutto che idea bislacca è mai quella di imporre al territorio nomi di personaggi che col territorio di Roccabruna e delle valli cuneesi nulla centrano? Cosa centrano Peire Vidal, Marcabru, Sordello da Goito e Luisa Paulin con la nostra storia e cultura? Certo sappiamo da chi può essere arrivata l'idea, dato che Roccabruna è comune di residenza di una famigerata attivista occitanista, e sappiamo anche che l'iniziativa è stata giustificata dicendo che, dato che il comune di Roccabruna si è dichiarato "comune occitano", allora era dovuto contestualizzare tale "occitanità" con un'operazione del genere. Il problema è che sono stati imposti in tal modo delle denominazioni che non hanno alcun riferimento storico, culturale e linguistico con le alpi sud occidentali. Di fatto, la cosa gravissima è che si è cambiato il volto a un paese che ora non riconosce più la propria storia e tradizione nelle sue strade.
- Infatti, i cartelli riportano la dicitura in Italiano con in piccolo la traduzione in "occitano normalizzato", lingua inesistente che non è parlata né scritta o in alcun modo praticata dalla gente delle nostre valli e quindi anche da quella di Roccabruna. Ma questo non ha alcuna importanza, perché lo scopo fondamentale è quello di imporre in qualche modo l'occitano normalizzato, senza alcuna attenzione a quella che è la vera identità culturale e linguistica del territorio.
- Inoltre, e qui viene il bello, la cosa non è stata proposta da una ipotetica cittadinanza "occitana", stufa dell'oppressione dello Stato Italiano e desiderosa e smaniosa di riscatto culturale, ma da qualcuno che è riuscito a far passare in Comune la sua idea senza tanto pubblicizzarla. Anzi, la popolazione locale di fronte al fatto compiuto è quasi insorta contro l'iniziativa addirittura con una raccolta firme, dimostrando il suo dissenso a una proposta assurda e controproducente. Si sono infatti verificati alcuni gravi disguidi, sembra che per realizzare tale progetto bisognasse aumentare i numeri civici delle vie, così in men che non si dica, alcune case si sono ritrovate con tre, quattro o cinque numeri civici. Pazzesco!!! Ma i problemi più gravi li ha vissuti la popolazione: tutti hanno praticamente da un giorno all'altro cambiato indirizzo; le aziende hanno dovuto cambiare la loro ragione sociale e immaginatevi i problemi conseguenti: insomma a Roccabruna, non si riesce più a trovare nessuno, perché , dimenticati i vecchi nomi delle vie, quelli nuovi nessuno li conosce.
- Inoltre, persino la denominazione del Comune stesso è cambiata, Comune di Roccabruna si è passati a "Comuna de La Rocha", come attestano le bacheche comunali e i cartelli di località su cui c'è scritto "LA ROCHA". Questa denominazione è in "occitano normalizzato" ma ingenera una confusione incredibile, infatti alla gente sembra scritta in Piemontese.
Ma ora vogliamo raccontarvi una storiella divertente. Siamo andati a Roccabruna a vedere cos'era successo e abbiamo parlato con un anziano del paese, ecco il dialogo interessante che ne è uscito:
Giovane curioso: Buongiorno
Anziano del paese: Buongiorno
Giovane curioso: Come si chiamava questa via prima?
Anziano del paese: .mmm... non mi ricordo.
Giovane curioso: Ma qui, hanno cambiato i nomi delle vie? E da quando?
Anziano del paese: Ah, sarà un anno fa...
Giovane curioso: E come mai?
Anziano del paese: Ah, perché adesso dicono che ci sono gli "occitani"...
Con sorriso confuso e sguardo interrogativo il giovane chiede:
Giovane curioso: "occitani"?!? Ma, ...ma... dove sarebbero questi "occitani"?
L'anziano del paese guarda il giovane con un sorriso altrettanto confuso accompagnato da un eloquente silenzio... chiaro sintomo di disorientamento.
Giovane curioso: Ma lei da quanto tempo vive qua?
Anziano del paese: Da almeno 30 anni.
Giovane curioso: Grazie, arrivederci.
Anziano del paese: Arrivederci.
Questo dialogo, avvenuto in Piemontese, apre gli occhi su molte cose:
- la gente non ricorda più i nomi originari delle vie, ossia si è perduto un patrimonio storico e, linguistico non indifferente;
- gli occitani sono visti come gente estranea, arrivati un bel giorno a cambiare i nomi delle strade, come degli invasori estranei al territorio, raggiungendo lo stesso risultato che già ottenne il Duce quando italianizzò i nomi dei nostri paesi. Significativo che un anziano del paese ci parli in Piemontese o in Italiano, e non in "occitano linguadocico normalizzato";
- quindi, questi occitani nessuno sa dove sono né chi sono.
In conclusione, a Roccabruna qualcuno a pensato bene di fare un'operazione assurda e dannosa, che non solo non aggiunge nulla alla cultura del territorio, ma la danneggia ed impoverisce notevolmente, e tutto in nome del nazionalismo occitano, tutto in nome di una nazione inesistente di cui a nessuno frega niente.
Azioni del genere sono state portate a termine anche in altri comuni dove alcuni occitanisti hanno avuto la meglio, tutti comuni piccoli dove, nell'Italia del più tenace assenteismo elettorale, bastano pochi voti per essere eletti. Questa gente ci sta rubando una delle cose che più profondamente lega la nostra gente e la sua lingua alla propria terra, e ne costituisce base fondamentale per l'identità culturale di un popolo: i nomi dei nostri paesi, vallate e borgate e delle loro strade