L'anacronistica, inesistente, fantasiosa Occitania

Gentile Direttore,
ho letto con attenzione la lettera inviata ai giornali locali a firma di alcuni rappresentanti della Consulta Provenzale.

Con schiettezza e sincerità non posso che affiancarmi al rammarico da loro espresso, riguardo all'uso (o meglio all'abuso) che l'aggettivo "occitano" si sta portando appresso.

E' con molta apprensione che condivido la convinzione che dietro tale tentativo si nasconda la volontà di sostenere una anacronistica, inesistente, fantasiosa e pertanto assurda nazione chiamata "occitania" estesa dalle Alpi ai Pirenei.

Sono un modesto amante della Storia e della letteratura delle nostre genti e, questo amore che mi lega ad essa, non può che trovarmi impegnato per la reale rivalutazione delle culture locali.
Sostengo che la cultura delle nostre vallate alpine, nelle diverse espressioni "a nosto modo", piemontese ed italiano non trova riscontro con l'astratta definizione di "montagna occitana" né nella passata storia, né nella nostra realtà presente.

Il Comune di Cervasca, che rappresento, si trova inserito in un territorio, quale quello della Comunità Montana Valle Grana e della pianura cuneese, in cui sono radicate le culture e le lingue piemontesi, in pianura e a "nosto modo", varianti di provenzale alpino, nelle vallate alpine circostanti. A questa affermazione non può essere dimenticato che Cervascaé Comune della Repubblica Italiana la cui lingua ufficialeé l' italiano.
Non ritengo, pertanto, che il termine "occitano" sia sinonimo di riferimento linguistico e culturale per il nostro territorio.

Tullio Ponso
Sindaco di Cervasca