Il Provenzale, Lingua Polinomica
La Consulta Provenzale promuove la valorizzazione del patrimonio linguistico delle valli alpine di lingua provenzale nel rispetto delle loro varianti locali, quali esse siano, al fine di preservarle dall'estinzione che lo minaccia.
Il rispetto dell'ugual valore delle varietà di una lingua, senza che una di esse abbia il predominio sulle altre, è definito dai linguisti con il termine di "polinomia delle lingue"; si utilizza in tale definizione il termine matematico "polinomio" che significa, come è noto, "insiemi aventi lo stesso valore".
Qualificare una lingua col termine "polinomica" significa che i locutori di queste varietà sentono che esse costituiscono una sola lingua, diversa dalle altre, al di là delle differenze e delle somiglianze prettamente linguistiche; significa inoltre che i locutori hanno la volontà che in questo modo esse siano considerate.
Il rispetto delle nostre particolarità è minacciato in questo momento dall'ideologia unificante "occitana" che si esprime, senza remora alcuna, nelle valli provenzali che scendono verso la pianura di Cuneo e Torino; ciò avviene a partire dall'approvazione, da parte del Parlamento Italiano, della legge nazionale sulla tutela delle lingue minoritarie- dicembre 1999- che ha riconosciuto "l'occitano" in luogo del provenzale come lingua minoritaria.
Gli occitanisti sostengono la diffusione di una lingua "occitana normalizzata", scritta tramite la "grafia normalizzata" o alibertina, che avrebbe il suo modello, così dicono essi, nel linguadociano dei trovatori, considerato più puro ed elevato rispetto alle varianti da sempre parlate dalla gente comune, secondo loro stranamente inadatte alla comprensione reciproca. Curioso tentativo di salvare una lingua e una cultura, quello occitanista, partendo dal disprezzo per i suoi elementi naturali e fondamentali.
Da sempre le nostre valli sono state luogo di passaggio e di incontro di varie culture, la popolazione locale non ha mai sentito il bisogno di una "normalizzazione linguistica" e da sempre le varianti del provenzale alpino hanno convissuto pacificamente col piemontese, il francese e, in seguito, con l'italiano, nel più completo rispetto delle differenze e della dignità delle lingue parlate da tutti.
La Consulta rivendica quindi la libertà per chi abita le vallate alpine di parlare come vuole e scrivere usando la grafia che meglio gli aggrada, senza alcuna imposizione artificiosa ed inopportuna.
Consulta Provenzale