Una legge che non piace

La legge regionale sull'esposizione "delle bandiere delle comunità di riferimento" è stata approvata lo scorso dicembre dal Consiglio Regionale della Regione Piemonte. Questo atto politico rappresenta da un lato l'ennesimo passo delle associazioni occitaniste nell'attuazione del loro programma nazionalistico e politico e dall'altro una sonora sconfitta per tutti coloro che credono nell'esistenza e nella valorizzazione delle indentità culturali e linguistiche della nostra regione. In realtà, essa è una sconfitta per tutti, e forse ancor più per coloro che non si interessano di questi argomenti e questo perché quei municipi su cui sventolerà la cd. "bandiera occitana" sono anche i loro municipi che essi lo vogliano o no. Saranno quindi spettatori inconsapevoli e ignari di atti inutili e dannosi compiuti da chi , a scapito della loro indifferenza, pensa eccome a queste cose e lo fa volentieri anche per loro, decidendo per loro. La legge ribadisce pero che solo le minoranze riconosciute dalla Legge n° 482 del 15 dicembre 1999 " Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche " possono godere di tutela da parte della legge statale o regionale e non tutte le minoranze come indicato dall'art. 6 della Costituzione della Repubblica Italiana. La Legge 482/99 crea il concetto prima inesistente di "minoranza linguistica storica",facendo due errori uno appunto quello di individuare inopportunamente un'elite che si può gongolare alla faccia di tutte le altre minoranze del nostro territorio ed ottenere tutto ciò che vuole, tra l'altro bel modo di essere minoranza quello di poter finalmente dire noi siamo gli eletti voi altri no. L'altro errore è quello di definire solo le minoranze in base a criteri di pura appartenenza linguistica, dimenticando che una cultura non è fatta solo di lingua. La tesi accarezza sebbene da lontano le idee strampalate e inutili di François Fontan, che ben sappiamo quanto sia caro ai nostri amici occitanisti. E' chiaro che è venuto ormai il momento di ridiscutere seriamente questa legge statale che lascia molti insoddisfatti da più anni ed ha causato anche grazie a suoi propri meccanismi di applicazione lo scoppiare dello strampalato teatrino della corsa all'appartenenza alle arre di minoranza in essa indicate da parte di tutti purché desiderosi di ricevere agreement di vario tipo. Tutto ciò continua a succedere, salvo sia stato stabilito che esistono Comuni che non avrebbero diritto a partecipare delle zone di influenza di minoranze linguistiche perché non appartenenti per nulla ne linguisticamente ne storicamente. A questo si aggiunge l'inopportuna regola che possano essere solo tre consiglieri comunali a decidere per un solo Comune anche di dimensioni enormi, l'appartenenza o meno a tali zone di minoranza. Si capisce come poi questi meccanismi malpensanti stiano causando confusione e alienazione culturale su territorio con comuni ad es di lingua piemontese che improvvisamente diventano di lingua occitana, creando degli equivoci culturali e linguistici niente male. In ogni caso, la famigerata legge non obbliga nessuno ad esporre al Municipio la cd. "bandiera occitana" ma dà semplicemente una possibilità, a chi volesse, di farlo. I tempi non sono ancora maturi per costringere la nostra gente a fare le cose, meglio essere più indiretti e prudenti. Ora nasce spontaneamente un problema , qualcuno sostiene che la cd. "bandiera occitana" sia la bandiera della gente delle vallate alpine di Cuneo e Torino, senza che questo sia vero o avallato e supportato da prove storiche e culturali adeguate. Sappiamo bene che questo drappo è stato ed ancora il simbolo della corsa politica dei partiti politici occitanisti, quali il MAO e il Partit Nazionalista Occitan, che Paratge ne fa il suo simbolo ed un suo adepto se ne sia addirittura servito in campagna elettorale per le Elezioni Europee del 2005. Di conseguenza ci chiediamo perché noi dovremmo accettare questa bandiera che non ci appartiene e nella quale non ci riconosciamo e per di più perché dovremmo accettare che essa svantoli sui Municipi dei nostri Comuni a rappresentare erroneamente noi, i nostri cari, i nostri antenati, la nostra lingua e la nostra cultura? Bene che si sappia subito, e da parte di tutti, che noi non accetteremo mai e sempre rifiuteremo di accettare questi simboli. Quindi noi proponiamo una trattativa su quella che debba essere la bandiera e il simbolo delle nostre comunità,e a questa trattativa invitiamo gentilmente ed educatamente i nostri cari occitanisti: solo con il raggiungimento di un accordo fra le parti sul territorio è possibile stabilire foggia , colori e simboli di una bandiera per tutti se no si tratta solo di un'imposizione, per quanto mascherata sotto forma di legge, ma sempre un'imposizione e come tale inaccettabile. Nessuno in questa regione ha la forza e può avere la presunzione di imporre a nessuno né lingua né cultura né simboli né bandiere Che sia ben chiaro per tutti!!! Consulta Provenzale