La Bandiera Occitana
Egr. Direttore, Spett. li Cittadini,
abbiamo appreso che il 10 Luglio 2005 si terrà a Elva, Comune della Valle Maira, una cerimonia che prevede "l'inaugurazione della bandiera occitana" sul Municipio del piccolo paese alpino.
Non possiamo che esprimere la nostra disapprovazione e il nostro rammarico di fronte ad un evento del genere: l'issare tale vessillo, o riprodurlo in qualsiasi forma, su un Municipio è infatti un atto assai discutibile.
Infatti, le normative del Ministero dell'Interno, in merito all'esposizione di simboli e bandiere su edifici pubblici, sono chiare: "sugli edifici pubblici statali possono essere esposte esclusivamente le bandiere nazionale ed europea, mentre sugli edifici delle regione e degli enti locali possono essere aggiunte le rispettive bandiere ufficiali."
Inoltre, vige l'assoluto divieto di esporre bandiere straniere e simboli privati quali insegne di partito, simboli di associazioni e organismi vari. Così si esprime il Ministero, ma allora chi è che se ne va in giro a esporre ufficialmente "bandiere occitane" ai nostri municipi?
La manifestazione di Elva è oltretutto promossa da un'associazione occitanista detta Chambra d'Oc, che (con quale diritto e autorità) ha apertamente caldeggiato tale iniziativa.
Il fatto grave di tale gesto deriva dalla mal celata intenzione degli attivisti occitanisti di imporre alle valli alpine del sud Piemonte una bandiera simbolo del Partit Nacionalista Occitan, fondato nel 1969 da François Fontan, partito che ancor oggi sostiene che i territori facenti parte di tre nazioni europee, Francia, Italia e Spagna, spettano in realtà di diritto alla grande "nazione occitana", l'occitania grande, estesa dalle Alpi ai Pirenei.
Il fatto più grave è che tale bandiera non è in alcun modo appartenente alla storia delle nostre terre cisalpine e non rappresenta in nessun modo un sentimento condiviso della popolazione locale delle nostre vallate.
Con questo ultimo atto risulta sempre più chiaro quale sia l'obiettivo dei gruppi occitanisti: fare di questa bandiera un vero simbolo politico, imponendolo poco a poco al territorio, comune dopo comune, fino a far sventolare la loro "bandiera" su tutti i municipi che fanno parte delle comunità montane.
Questa tattica para politica di regime è assolutamente inaccettabile, e crediamo che sia ormai giunto il momento dire basta a queste assurdità. Invitiamo, dunque, gli organi competenti al controllo delle leggi della Repubblica Italiana affinché si diano da fare per impedire tali atti non si ripetano in futuro.
Consulta Provenzale