Secessione Provenzale in Terra Occitana

Testata giornalistica: Masca di martedì 24 Maggio

Caro Direttore,
Ho letto, con stupore, il suo articolo sulla "secessione" provenzale. Un insieme di insulti, pregiudizi e sopratutto di disinformazione su un argomento che lei assolutamente non conosce (spero nella sua buona fede).

In pratica un manuale di cattivo giornalismo. La Consulta Provenzale è nata per far fronte alle storture derivanti dall'approvazione delle legge 482 che riconosce solo il termine Occitano quale lingua parlata nelle nostre vallate, ma affonda le sue radici nell'Escolo du Po primo tentativo (inizio anni 60) di rivalutazione della cultura delle nostre montagne.

Il Centro Provenzale Coumboscuro aderisce alla consulta, ne è parte importante, ma l'equazione Coumboscuro = Consulta è falsa (come dire Unione = DS) e d ingenerosa per le centinaia di persone che hanno dato la loro adesione firmata alla Consulta.

Ma non sta a me però difendere le battaglie che Coumboscuro porta avanti da 50 anni. Le consiglio invece di connettersi al sito WWW.CONSULTAPROVENZALE.ORG e non IT come indicato dalla riproduzione del nostro manifesto sul suo giornale (anche questo molto strano...). Lei parla di gran dispendio di mezzi (non so se ha notato la povertà dei nostri manifesti per cui ci autotassiamo) ma visto che ormai tutti gli organi di stampa (e voi purtroppo ne siete un esempio) si sono assoggettati al pensiero unico occitano.

Lei ha mai letto le tesi xenofobe di Francois Fontain che sono alla base dell' idea della nazione occitana "Occitania Granda"? ne rimarrebbe sconcertato. Ousitanio Vivo del febbraio 2002 parlava addirittura di "aplopito" di sangue occitano... In alcune pubblicazioni pagate dalla vecchia amministrazione della Regione Piemonte si parla di Vergingetorice come primo martire occitano sconfitto dall'egemonia romana (e lei ci accusa di secessione leghista).

Le lingue parlate nelle nostre vallate (chiamatelo Occitano, lingua d'Oc, provenzale alpino o come a me piace di più "a nosto modo") sono ricche di varianti. Ogni paese si caratterizza e questa ricchezza noi vogliamo preservarla. Gli occitanisti stanno cercando di imporre una lingua "normalizzata" (termine che mi fa rabbrividire) che poco o nulla a che fare con la nostra gente, ma che viene calata direttamente dagli occitani di Tolosa.

Nel monregalese sono stati affissi cartelli turistici bilingue italiano/normalizzato peccato che i valligiani non sanno leggerli tanto sono estranei dalla loro bella parlata del Kjè. Veniamo alla musica da ballo (premetto che non sono esperto) farcita di balli del nord Europa e soprattutto dai paesi baschi e spacciati anch'essi per danze occitane.

Se poi pensiamo che in valle grana esiste addirittura una pizzeria occitana (con buona pace dei napoletani)... Concludendo le chiederei solo informarsi in futuro prima di spargere letame su chi si impegna a difese di una cultura svenduta in nome di una obsoleta nazione occitana (io mi trovo stretto nell'Europa Unita).

Consulta Provenzale