Olimpiadi Torino 2006... a nosto modo

Alla grande cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali TORINO 2006 è stata ampiamente rappresentata la civiltà alpina del Piemonte sud occidentale, in poche parole si può dire che TORINO 2006 parla "a nosto modo".

Infatti, Stefania Belmondo originaria della valle Stura è stata designata, per i suoi meriti sportivi, quale ultima tedofora delle Olimpiadi Invernali. A lei è toccato accendere il braciere olimpico la cui luce accompagnerà tutto lo svolgersi delle gare olimpiche. Stefy è nata a Pietraporzio, o Peiropuorc, in valle Stura e, come ha sempre affermato, parla da sempre la lingua dei padri, ossia la parlata "a nosto modo", una delle molte varianti locali praticate nelle valli alpine cuneesi e torinesi, considerata dagli studiosi una variante di provenzale alpino.

Grazie Stefy per averci rappresentati con onore e grande dignità nella tua veste di ultima tedofora olimpica.

Ma è nelle prime battute della cerimonia che appaiono gli sgargianti costumi delle valli alpine piemontesi, ballerini, uomini e donne, indossano i costumi tipici degli Spadonari della val Chisone. Splendida festa di colori che rappresenta al meglio la grande vitalità di una civiltà definita ormai come "minoranza" , ma che afferma con orgoglio e dignità la sua sopravvivenza nella grande cornice olimpica dei valori di rispetto e valorizzazione di tutte le diversità di tutti i popoli e tutte le culture del mondo.

Da notare sempre nei primi momenti della cerimonia che il coro ha intonato una strofa di "Se chanto", antico canto tradizionale provenzale, omaggio a una canzone splendida, espressione della cultura e della civiltà provenzale alla quale la lingua e la civiltà alpina delle vallate cuneesi e torinesi è legata da strettissima parentela. Infatti, "a nosto modo" è un insieme di varianti di una delle lingue d'oc parlate nel meridione di Francia, il Provenzale appunto. Questo canto si spoglia così con grande dignità e in un attimo solo di tutte le etichette attribuitegli da chi ha cercato negli ultimi anni di strumentalizzare a fini politici e ideologici la sua melodia e le sue parole.

Dunque, le Olimpiadi Invernali si aprono come un grande sipario sul mondo dei popoli e delle nazioni, un mondo che auspica pace, fratellanza e tolleranza delle diversità culturali, anche per le più piccole e povere civiltà alpine come la civiltà " A NOSTO MODO" ... la civiltà alpina delle vallate di Cuneo e Torino.

Un grazie sentito e sincero va al CIO e al TOROC e agli Enti locali che hanno concesso questo immenso riconoscimento alle popolazioni delle Alpi piemontesi.