Il caso Peveragno

Nel settembre del 2007 l'amministrazione comunale di Peveragno, in combutta con una comunità montana ormai, grazie a Dio, cancellata dalla faccia della terra,  compie un atto scandaloso, illegittimo e vergognoso.
In un esubero di ignoranza storica e culturale viene celebrata in pompa magna la cd "occitanità" del territorio di Peveragno suggellata dall'esposizione, abusiva ed illegittima, sull'edificio comunale, di un simbolo di un partito politico straniero, il partit nacionalista occitan o partit de la nacion occitana.
L'opposizione in consiglio comunale si limita a dichiarare, "se non costa nulla al comune, va anche bene!", e questo dà l'idea di quale sia la coscienza culturale, storica e linguistica degli abitanti di Peveragno.
 
E l'opposizione cade dalle nuvole, perchè il comune ha sponsorizzato per l'occasione un pamphlet di diverse pagine a colori, che illustra l'"occitanità" di Peveragno con dovizia dilagante di elementi di propaganda nazionalista occitana, simboli, cartine,  riferimenti diretti ai contenuti della propaganda del partit de la nazione occitana: affermando addirittura che Peveragno fa parte di una nazione no nmeglio identificata chiamata "grande occitania". Pamphlet che è sicuramente costato parecchi soldi, pubblici.
Ma qui si evidenzia un altro problema: un amministrazione comunale, ente territoriale appartenente per definizione alla nazione  e stato italiani, si dichiara impunemente facente parte di un altra nazione, tale "grande occitania". Facendo chiaramente riferimento alla propaganda nazionalista di un partito straniero che lamenta l'oppressione colonialista di Francia, Italia e Spagna, auspicando l'indipendenza, la separazione e l'autodeterminazione dei territori che rivendica come "occitani"
Quindi un comune dello stato italiano che fomenta e rappresenta in prima persona un sentimento separatista, destabilizzatore, indipendentista, facendo passare di fatto la tesi che se Peveragno appartiene alla nazione "occitana", non appartiene a quella Italiana, ma anzi ne auspica tacitamente la separazione e l'indipendenza, tacitamente rivendicando di essere vittima di dell'oppresione della Repubblica Italiana.
Un mix di follia e delirio politico che vede come protagonista un Comune della Repubblica Italiana.
Ma il signor Prefetto lo sa??? e se lo sa cosa sta facendo???
Complimenti!!!
 
L'esposizione della cd "bandiera occitana" sul municipio di Peveragno è un atto scandaloso e inopportuno che denatura completamente un territorio, stravolgendone, manipolandone, la storia a beneficio di 4 o 5  esaltati figuri che non sanno neppure che Peveragno è sempre stato un comune piemontese e italiano di lingua piemontese e italiana, tant'è che diede i natali a Vittorio Bersezio, poeta e scrittore piemontese.
Inoltre. a quanto pare si ignora che nella scandalosa vicenda generale dei comuni aderenti alla zona di lingua d'oc in base alla Legge n. 482 del 1999, aderenti ma non aventi diritto, l'IRES PIEMONTE in un'inchiesta del 2007 sulle lingue del Piemonte annovera il comune di Peveragno proprio fra quei comuni aderenti alla zona di lingua d'oc ma non aventene diritto.
Bella figuraccia signori esperti occitanisti peveragnesi.
Vergogna!!!!
Se questi sono gli amministratori dei nostri comuni e della nostra montagna siamo ben messi.