Alla Generalitat di Catalunya, noi siamo provenzali

 
Il 19 maggio 2010 il Parlamento della Generalitat de Catalunya ha approvato una risoluzione molto discutibile e fantasiosa a favore della cd “lingua occitana”, ma questa volta non si è limitata a riferirsi al territorio di sua competenza, ossia la val d’Aran dove si parla una variante delle lingue d’oc realmente definita “aranes”.
 
Bensì i catalani si sono sbragati nell’estendere un auspicio perché si continui il lavoro di “recupero, normalizzazione e valorizzazione della lingua occitana nei territori amministrativi di Italia e Francia."
 
“Amb aquest important gest simbòlic i polític, el Parlament de Catalunya vol encoratjar la ciutat de Tolosa, així com totes les altres ciutats i institucions d’Occitània, a continuar i millorar el treball de recuperació, normalització i dignificació de la llengua occitana en aquells territoris administrativament francesos o italians.”
Dal  giornale  Avui http://www.avui.cat/cat/notices/2010/05/el_parlament_de_catalunya_aprova...
 
E’ sconcertante con quanta leggerezza e ignoranza delle realtà culturali, sociali e linguistiche dei nostri territori si permettano di parlare questi signori del Parlamento catalano.
Forse i catalani hanno le orecchie, e gli occhi tappati e non sanno che sul tutto il territorio della famiglia delle lingue d’oc è in corso una secolare polemica fra chi difende e valorizza le reali lingue d’oc e chi invece sta cercando di imporre un’ideologia autoritaria e centralista per creare un’inesistente e improbabile nazione detta “grande occitania”.
Forse non sanno che in Francia e in Italia i movimenti occitaniti sono minoritari e i contenuti della loro propaganda nazionalista non sono condivisi dalle  popolazioni locali.
 
Allora forse è meglio che si informino prima di esprimersi in merito.
Ma ancor  più sintomatica della gaffe del Parlamento catalano è la sfilza dei commenti dei catalani stessi, che invitano la loro Generalitat a occuparsi di cose più gravi e urgenti per il loro paese invece di occuparsi di stupidaggini fantasiose di altri.
 
Come questo:
 
“Quin riure, el nostre Parlament. [...]. Quin poder tenim nosaltres per demanar i protegir una llengua, quan prou feina tenim per la nostra ? Quan no sabem fer que respectin la nostra en el parlament foraster de l'estat espanyol? I volen que sigui oficial en els organismes europeus?
Conrad Desvalls i Sanromà (Esplugues de Llobregat) 20.05.10, 07:46”
 
Traduz: “ Che ridere che fa il nostro parlamento. Che potere abbiamo noi per chiedere di proteggere una lingu, quando abbiamo già abbastanza lavoro da fare per la nostra?Quando non siam oin grado di far si che si rispetti la nostra lingua nel parlamento strabiero dello stato spagnolo? E vogliamo che sia lingua ufficiale nel parlamento europeo?”
Conrad Desvalls i Sanromà (Esplugues de Llobregat
 
 
Ma soprattutto con quale coraggio e col permesso di chi il Parlamento di Catalunya si occupa di cose che competono a altre popolazioni arrogandosi il diritto di approvare risoluzioni che valgano anche per territori su cui non ha alcuna competenza??
 
Ma come, il popolo catalano, che lamenta secolari oppressioni da parte dello spagnolo, rivendicando autonomia e libertà, con un atto formale del suo parlamento si permette di imporre la propria opinione a popolazioni di stati esteri??’
Ed ecco che l’oppresso diventa oppressore.     
Noi abitanti delle vallate alpine del Piemonte meridionale continuiamo a parlare “a nosto modo” o provenzale alpino e non “occitano”.
Le nostre terre non fanno parte di nessuna nazione “occitana” e di nessuna “occitania”.
Noi italiani e piemontesi di lingua provenzale alpina non riconosciamo alla Generalitat di Catlunya nessuna autorità su di noi. Noi non accettiamo questo affronto e rifiutiamo ancora una volta di chiamarsi “occitani” , invitando la Generalitat di Catalunya a presentare le sue più sentite scuse alle popolazioni del sud della Francia e delle vallate alpine provenzali, e a eliminare senza indugio dal testo della risoluzione qualsiasi riferimento a territori e popolazioni su cui non ha giurisdizione alcuna e sulle cui lingue e culture non ha alcun diritto di esprimersi con atti normativi di alcun tipo.
 
Stiamo aspettando.
                                                                                               Consulta Provenzale