Comunicato Stampa contro Occitania a Pè

Un piccolo gruppo di cittadini italiani se dicenti "occitani" o " occitanisti", facente parte della Chambra d'oc, sta promuovendo presso l'UNESCO un'iniziativa volta a ottenere il riconoscimento dell'"occitano" o "lingua d'oc" come patrimonio mondiale dell'Umanità. A sostegno di ciò, la Chambra d'oc organizza quest'estate una traversata a piedi di quello che loro chiamano "occitania", estesa dalla Val d'Aran spagnola al Piemonte italiano, con l'appoggio dell'IEO, Istituto di Studi occitani e della Direzione del Felibrige.
la Consulta Provenzale,
sostenuta da
l'Unioun Prouvençalo, le Collectif Prouvènço, le Cercle Terre d'Auvergne, le Conservatoire du patrimoine de Gascogne et l'Institut Béarnais et Gascon,
ritiene che
tale iniziativa riaffermi e sottintenda che i termini "occitano" e "occitania" definiscano una lingua unica e un territorio unico ed omogenei, senza possibilità di contestazione.
Le popolazioni interessate , sia in Italia che in Francia, non si riconoscono affatto in questo sistema, ma questi due termini sono stati esplicitamente disconosciuti dagli stessi intellettuali francesi del movimento occitanista.
Così, riguardo all'"occitano", René Nelli,che fu professore di lettere all'Università di Tolosa e uno dei fondatori dell'IEO, Istituo di Studi Occitani, scive nell'articolo "Ma infine che cos'è l'Occitania?" : " La seconda causa di confusione stà nel rattare l'occitano come s efosse una lingua esistente in quanto tale. (...) Nessuno scrive in occitano, ma i provenzale, in linguadociano, in guascone, ... Le circolari ministeriali hanno quindi ragione a parlare di insegnamento delle "lingue d'oc" e non di occitano. (...) E non è che si può affermare che il "neo ...latino" esiste perché il provenzale, lo spagnolo e l'italiano sono tre lingue "neo-latine" ."
Dell'"occitania", René Nelli scrive: "l'occitania di oggi (...) è allo stesso tempo l'occitania e l'occitaneria"; allo stesso modo , lo storico Henri-Irénée Marrou ripreso dal linguista occitanista Patrick Sauzet: "Non è mai esistita un'Occitania" (Esprit, gennaio 1975 e Bulletin Institut occitan n° 11, 1998).
In realtà, i due termini non sono affatto neutri ma nascondono un nazionalismo di base etnica, ampiamente esposto da François Fontan, a cui si appellano e fanno riferimento i promotori di questa operazione. Questa si traduce in particolare nell'adozione di un sistema ortografico arcaico e elitario che sfigura ed altera le lingue d'oc reali e rigetta come ignoranti i loro locutori naturali.
Inoltre, la Chambra d'oc e la sua "iniziativa" non possono pretendere di rappresentare le popolazioni di lingua provenzale alpina delle vallate piemontesi, e ancor meno le popolazioni francesi di lingua provenzale o delle altre lingue d'oc di Francia (alvergnate, guascone e bearnese, limosino e linguadociano).
Accogliendo la richiesta della Chambra d'oc, l'UNESCO condannerebbe le lingue d'oc realmente parlate quando esse sonogià specificatamente comprese e citate nell'Atlante delle Lingue in Via di Estinzione che l'UNESCO stessa ha redatto e pubblicato.
Inoltre, essa riconoscerebbe di fatto la tesi nazionalista occitanista, e per di più interverrebbe gravemente negli affari interni di tre Stati sovrani quali sono Francia, Italia e Spagna.