Appello ai candidati

Appello in merito alla questione “occitana” e il riconoscimento della lingua provenzale in Italia
Spett.le Candidata/o,
Le inviamo questa lettera per informarla in merito alla cd questione “occitana” e per chiarire alcuni punti controversi in merito, in vista delle prossime elezioni amministrative del giugno prossimo.
La Legge 15 Dicembre 1999, n. 482 " Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche " ha inopportunamente inserito fra le minoranze da tutelare quella occitana, facendo comprendere in questa dicitura le parlate provenzali alpine delle Alpi sud occidentali, questo errore del legislatore da una parte non permette l’effettiva tutela di una minoranza linguistica realmente esistente , quale quella provenzale alpina, e dall’altra a consentito di prosperare ad alcun i gruppi se dicenti culturali che diffondono una teoria politico-nazionalista che , qual è appunto l’occitanismo che sostiene la creazione di una grande nazione dalle Alpi all’oceano atlantico, l’”occitania granda”.
Tutto questo accade con un’enorme spreco di risorse pubbliche a scapito della vera identità culturale del nostro territorio.
I termine “occitano” non ha in realtà alcun riferimento né storico né geografico alle nostre vallate alpine delle province di Cuneo e Torino:
dal punto di vista geografico le zone a cui vi riferite fanno parte del territorio dello Stato Italiano e della Regione Piemonte e non sono attestati su alcuna carta antica, medievale, moderna o contemporanea ( IGM di Firenze ad esempio) toponimi derivati dal termine”occitano”;
la nostra storia non contempla in alcun documento, dall’antichità a oggi, alcun riferimento a “popoli, valli,lingua, cultura, città, regni occitani”.
Infatti, tali vallate sono di cultura e di lingua piemontese e provenzale alpina, così come risulta da seri studi linguistici riconosciuti da tutto il mondo accademico – scientifico a livello internazionale, quali, tra gli altri, “Correnti e contrasti di lingua e dialetto nelle Valli cisalpine di parlata provenzale e franco-provenzale” (prof. Corrado Grassi - G. Ciappichelli Editore, Torino,1958), “Le minoranze linguistiche in italia” (prof. Fiorenzo Toso - Il Mulino, 2008). L’esperienza di associazioni provenzaliste come le associazioni del Kyè, la Valddo i nVal Chisone, Coumboscuro Centre Prouvençal e di diversi scrittori, poeti e intellettuali riconosciuti, quali Gustavo Buratti, Antonio Bodrero, Beppe Rosso, Sergio Arneodo, … confluite nella fondazione dell’Escolo dou Po nel 1961, a Crissolo inValle Po.
Il termine “occitano”, riferito alle nostre valli, è stato introdotto negli anni Sessanta da François Fontan, discutibile personaggio politico, fondatore del Partit Nacionalista Occitan nel 1959. Egli, esiliato dalla Francia, venne a rifugiarsi in valle Varaita, da dove cominciò a diffondere la dottrina del nazionalismo “occitano” e i simboli da lui creati, quale il vessillo del suo partito, un panno di stoffa rossa riportante una croce dei Conti di Tolosa, o croce di Pisa, di colore giallo e una stella a sette punte, impropriamente chiamato “bandiera occitana”. I pochi seguaci che Fontan trovò nel Cuneese, cinque per l’esattezza (sicuro?), ancor oggi continuano, dopo l’esperienza del MAO, movimento autonomista occitano, la loro azione con Chambra d’oc e Espaci Occitan, ricercando la creazione della grande nazione “occitana”, l’”occitania granda”.
Tale dottrina, tali simboli e, di conseguenza, il termine “occitano”, hanno avuto da allora in Italia esclusivamente un significato politico e ideologico.
L’operato di queste due associazioni, Chambra d’oc e Espaci Occitan, si perpetua testardamente senza alcun riscontro né aderenza da parte della popolazione locale, che non si riconosce in alcuna ideologia “occitanista”: le valli del sud del Piemonte vengono ancora comunemente chiamate dalla popolazione locale “valli alpine”, “le nostre valli”, “valli del cuneese o di Cuneo”, “valli del torinese o di Torino”, ad eccezione di quelle abitate dai Valdesi che vengono anche definite “valli valdesi”, ed ognuna di loro riporta un nome proprio derivato da evoluzione toponomastica, ma nessuna di esse è stata o è chiamata “valle occitana”.
Allo stesso tempo il termine “occitano” non è storicamente riferibile alla regione Provenza, attuale Region Alpes-Provence- Côte d’Azur, né alla maggior parte delle regioni del Meridione di Francia: esso fu usato in modo molto sporadico, e solo in lingua latina, e sempre riferito alla regione Languedoc.
Ecco alcuni casi di citazioni da testi latini:
nel 1641 compare “lingua occitanica”, nel 1650 “occitania”, entrambi riferiti alla bassa Linguadoca, e in seguito si trovano “occitanicus”, “occitanus” usati da Du Cange nel 1678;
il vescovo di Beziers Sant Afrodisio, nel redigere i suoi “Acta sanctorum” nel XVII secolo scrisse: “Occitaniâ seu Lengadociâ inferiore …” (Trad: “occitania, ossia la Linguadoca inferiore …”), espressione con la quale si riferiva alla bassa Languedoc;
nel 1634 abbiamo poi l'espressione “CONVENTUS OCCITANIAE”, riportata sui gettoni d’argento coniati in occasione dell’assemblea annuale degli Stati di Languedoc. Espressione che viene poi abbreviata in “COMIT. OCCIT.” e poi ancora “COM. OCCIT.” che stanno per “COMITIA OCCITANIAE”; 1
Poi tale termine riappare sporadicamente nella letteratura romantica francese, mentre il romanticismo tedesco usa esclusivamente il termine “provenzale”, vedi Schlegel ad esempio.
Mistral, poeta provenzale, rifiutò sempre per se e per la cultura provenzale, il termine e il concetto di “occitania”, riferendolo al suo luogo di origine ossia la regione Languedoc.
Le affermazioni che l’”occitania” sarebbe abitata da quasi 12 o 13 milioni di persone sono affermazioni del tutto prive di ogni riscontro demografico, linguistico, culturale e storico. Infatti, la Francia del sud ancor oggi è divisa in più regioni molte delle quali ancora portano nomi storici conosciuti, quali Perigord, Aquitaine, Provence, Auvergne, derivati dalla storia stessa di tali territori, ma non compare assolutamente e mai nella storia è comparso il nome “occitania” sulle carte geografiche o come denominazione di riferimento ufficiale di una di tali regioni.
Ad es. per quanto riguarda i trovatori è risaputo storicamente che i maggiori esponenti della lirica trobadorica furono del Limousin e del Perigord e non originari di una inesistente “occitania”, vedi le opere di Mölk “ La lirica dei trovatori” o qualsiasi libro di storia come “Histoire de la Provence” Edizioni Privat, scritto sotto la direzione di Edouard Baratier.
Al contrario di quello che sostengono pochi gruppi di attivisti occitanisti sia in Italia che in Francia, non esiste alcun sentimento nazionalistico “occitano” fra la popolazione che si sente del tutto estranea a tali manovre ideologiche. I territori che gli occitanisti vorrebbero facenti parte della “nazione occitana” sono tuttora parte integrante delle tre nazioni europee Francia, Italia e Spagna.
La Consulta Provenzale conduce dal 2000 la sua attività volta a ottenere il riconoscimento della lingua provenzale, nell’ambito della famiglia delle lingue d’oc, insieme a diverse associazioni italiane e francesi. Attualmente oltralpe collaboriamo con associazioni rappresentative di tutta la famiglia delle lingue d’oc, Unioun Prouvencalo (Groupement d’associations) e l’Unioun Prouvençalo Transaupino di cui la Consulta Provenzale è membro, Cercle Terre d’Auvergne, Institut Bearnais et Gascon, Conservatoire du Patrimoine de Gascogne, al fine di contrastare l’azione politico-nazionalista dei gruppi occitanisti. Il che la dice lunga su un ipotetico ed inesistente sentimento nazionale occitano che vedrebbe coinvolte migliaia di persone dalle Alpi ai Pirenei, in realtà queste persone sono del tutto ignare, indifferenti e molto spesso del tutto contrarie all’occitanismo.
Segnaliamo il fatto che , oltre a minacciare il patrimonio linguistico provenzale alpino, il grande equivoco culturale “occitano” rischia in molte zone di ridefinire a proprio vantaggio e secondo criteri assolutamente assurdi le aree di lingua piemontese quali sono i territori di fondo e , a volte, di media vallata.
Il piemontese è stato finalmente definito lingua con una legge della Regione Piemonte del 7 aprile 2009 (Legge regionale n. 11 del 7 aprile 2009, Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico del Piemonte. )
E’ a rischio quindi gran parte del patrimonio linguistico piemontese alpino.
Facciamo notare che la scelta fatta in passato di alcuni partiti politici locali di appoggiare i movimenti occitanisti, sostenendo cosi le loro posizioni ideologiche e nazionaliste, si è sempre rivelata un inutile perdita di energie e denaro pubblico.
Infatti le popolazioni piemontesi alpine non si riconoscono affatto nei contenuti della teoria nazionalista occitana nei loro programmi culturali e linguistici.
La tentata e paventata presenza di un elettorato "occitano" non trova alcun riscontro nella realtà sociale del territorio in questione: qualsiasi conto o scommessa fatta sulla presenza di tale elettorato si è rivelata e si rileverà una perdita di tempo e un buco nell'acqua. A questo proposito vedansi i tentativi fallito di creare un partito locale occitanista quale il MAO e Paratge, entrambi falliti miseramente per mancanza assoluta e totale di risposta e consenso popolare. 
Consigliamo, per la nostra conoscenze del territorio, di non basare su questo tipo di previsioni qualsiasi iniziativa politica e di evitare di fare riferimento a contenuti politico ideologici culturali , quali quelli espressi dalle associazioni occitaniste, totalmente estranei al territorio stesso al fine di evitare sonore delusioni all'apertura delle urne elettorali.
In questo modo eviterete sicuramente il rischio di cadere in un pericoloso equivoco storico e culturale, che può portare sostenere i gruppi occitanisti, aventi esclusivamente obiettivi nazionalisti e politico–ideologici, che nulla hanno a che vedere con la realtà geografica, culturale e linguistica del sud della Francia, del Piemonte sud occidentale.
 

denuncia che

L’OCCITANISMO STA DISTRUGGENDO L’ORIGINALE CULTURA ALPINA PIEMONTESE

La diffusione della cultura “occitana”, detta anche “globalizzazione occitana”, sostenuta da pure velleità nazionalistiche (negli ultimi anni appoggiata in Italia da responsabili politici desiderosi di diventare paladini di una para minoranza linguistica del tutto inventata) sta implodendo, dimostrando chiaramente, che oltre, slogan, bandiere, e inni, c’è un vuoto assoluto:
totale assenza di contenuti culturali e linguistici con unico risultato che il “marketing occitano” ha solamente contribuito a distruggere l’originale patrimonio linguistico delle Alpi occidentali.
Il tempo sta dando ragione alle fondate istanze delle popolazioni, studiosi, letterati, poeti, associazioni…, che, senza proclami e slogan di piazza, vivono questa zona transfrontaliera ed hanno profondamente a cuore questo territorio alpino di confine tra la Regione Piemonte e la Regione Provenza.
 

RICHIESTE AI CANDIDATI ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE ED EUROPEE 2009

Questo è l’appello che rivolgiamo a tutti i candidati presenti nelle liste comunali, provinciali ed europee giugno 2009, al fine di riuscire a salvare le varianti del provenzale alpino parlato nelle zone montane delle Alpi Occidentali. Questo anche alla luce dell’avvio dell’imponente progetto di realizzazione decennale di un “Grande dizionario del provenzale alpino” a cui stanno partecipando attivamente le popolazioni di 145 valli alpine delle province di Imperia, Cuneo e Torino:

  • AFFRONTARE con presa di coscienza e senso storico appropriato, la vera natura linguistica e culturale di questo territorio
  • RICONOSCERE finalmente il valore delle “originali lingue provenzali” effettivamente parlate dalla gente delle valli alpine del sud- Piemonte occidentale
  • REVISIONE della legge 482/99 con l’integrazione e tutela della lingua storica “provenzale” anche nelle legislazioni regionali, provinciali e locali
  • PROMOZIONE in ogni forma e a tutti livelli, dell’originale patrimonio linguistico provenzale delle Alpi Occidentali, ormai a RISCHIO DI ESTINZIONE.

  
Restiamo a vostra disposizione per ogni richiesta di approfondimento e confronto. A vostra disposizione di dati, ricerche, studi, opere e autori che possano esservi utili a chiarire quanto sopra esposto. 
 
RingraziandoVi per la cortese attenzione porgiamo i più distinti saluti.