Occitan lenga olimpica: La Verità
L'avventura di "occitan lenga olimpica" inizia il 18 Ottobre del 2001 quando Giacomo Lombardi, attuale sindaco di Ostana in Valle Po e presidente dell'associazione Chambra d'oc, nata dalle ceneri del poco fortunato MAO (Movimento Autonomista Occitano) di Fontan, invia ai sindaci delle Province di Cuneo e Torino, ai Presidenti delle due Province, Presidente della Regione Piemonte e alla direzione del TOROC, una lettera per sollecitare l'appoggio di tutte le istituzioni al progetto, esortandole affinché se ne facciano promotori.
Ma cos'è "occitano lingua e cultura olimpica"?
L'iniziativa consiste nel presentare la "lingua occitana" come lingua delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006, sul modello di "Catalan Lenga Olimpica" di Barcellona '92: in realtà il catalano gode di un riconoscimento come una delle lingua ufficiali parlate nello Stato Spagnolo, e che quindi rientra nel caso previsto dal regolamento CIO, che prescrive che le lingue ufficiali delle olimpiadi siano la lingua ( o lingue) ufficiale del paese ospitante, oltre all' inglese e al francese.
Ovviamente si tratterebbe di un'iniziativa formale, è infatti chiaro che gli occitanisti cercano di proporre un patrocinio istituzionale al progetto in questione, al fine di ottenere una vetrina pubblicitaria che gli frutti un riconoscimento e una visibilità internazionali.
Le associazioni occitaniste Espaci Occitan e Chambra d'oc sostengono la proposta e iniziano a esercitare pressioni sulla Regione Piemonte per dare vita al progetto, trovando ascolto presso il loro paladino, l'Assessore alla montagna della Regione Piemonte Roberto Vaglio che da tempo ormai li sostiene vigorosamente.
La Consulta da parte sua chiede chiarimenti al TOROC, che in una lettera, firmata dall'allora Presidente Valentino Castellani, ed indirizzata per conoscenza all'Assessore alla Montagna Roberto Vaglio, risponde : " Sulla proposta di utilizzare il Provenzale,, ma lo stesso discorso vale anche per Occitano e Piemontese, come lingua "ufficiale " abbiamo il dovere d segnalare che la cosa non è praticabile alla luce delle regole CIO che stabiliscono che le lingue ufficiali dei giochi olimpici sono l'inglese, il francese e la lingua ( o lingue) ufficiale del paese ospitante; questo spiega perché nel caso di Barcellona fu possibile utilizzare accanto allo spagnolo anche il catalano"
Intanto, il 06 dicembre 2002 la Regione Piemonte da vita a un tavolo di lavoro sul tema "occitan lingua olimpica", su proposta di Espaci Occitan e Chambra d'oc, per la promozione delle vallate alpine piemontesi e della loro cultura e turismo durante le manifestazioni olimpiche. La Consulta Provenzale viene di fatto esclusa dai lavori ormai chiaramente impostati sull'accettazione e promozione della proposta occitanista.
I Provenzali lamentano la gravissima situazione presso i Presidenti delle Province di Cuneo e Torino e della Regione Piemonte.
Sull'iniziativa "occitan lenga olimpica" veglia un generale silenzio, la popolazione piemontese ignora del tutto la cosa, ma le associazioni occitaniste italiane e francesi continuano a lanciare appelli on line e sulla stampa locale: il 05 e 06 Marzo del 2004 a Torino e Bardonecchia, la Chambra d'oc organizza una manifestazione, definita "evento internazionale", chiamata "Occitan langue et culture olympiques" o "Occitano lingua e cultura olimpica". L'associazione del brianzonese italiano La Valaddo, capeggiata dal suo presidente Alex Berton, Emile Gauthier dell'Unioun Prouvençalo e Tulio Telmon tentano di far saltare i programmi occitanisti proponendo una conferenza per valorizzare le realtà culturali locali durante le Olimpiadi invernali.
Sabato 28 febbraio 2004 le associazioni dei paesi d'oc, Cercle Terre d'Auvergne, Institut Béarnais et Gascon e Conservatoire du Patrimoine de Gascogne, Unioun Prouvençalo e le associazioni nizzarde, riunitesi ad Avignon, in un documento comune esprimono il loro dissenso alla proposta occitanista.
Esse si dichiarano contrari all'ipotesi dell' "occitano come "lingua olimpica", sostenuta dalla Chambra d'oc, in quanto tale idioma sarebbe del tutto artificiale e inventato e sottolineando che non è mai esistita un'unica lingua d'oc. Pongono l'accento sul fatto che siano state ignorate le associazioni del Brianzonese italiano dove le gare invernali si terranno, e accusano i promotori dell' iniziativa di aver usato i nomi delle suddette associazioni senza il loro consenso nei volantini pubblicitari redatti per l'occasione. Tale presa di posizione è indirizzata al Signor Primo Ministro Francese, al Ministro della Cultura e della Comunicazione, al Ministro degli Affari Esteri e al Ministro dell'Interno della Repubblica Francese ed inoltre e ai Deputati e ai Senatori della Regione Provence-Alpes- Côte d'Azur, al Presidente del Consiglio Regionale e al Presidente del Consiglio Generale de Hautes-Alpes.
L'Unioun Prouvençalo, intanto, passa alle vie legali nei confronti della Chambra d'oc, per aver usato senza il suo consenso il nome dell'associazione sui volantini e manifesti di "Occitan lenga olimpica".
Nell'autunno del 2004 arriva la notizia della bocciatura ufficiale, o forse semplicemente di un mancato sostegno da parte della Regione Piemonte all'iniziativa occitanista. È un giornale provenzale, "Prouvenço d'Aro", a parlarne: l'Ass. alla montagna avrebbe dichiarato che dare sostegno all'iniziativa occitanista, comporterebbe dover dare spazio anche alle altre minoranze del Piemonte, compresi i Provenzali.
Sporadiche iniziative occitaniste si registrano ancora a sostegno di "occitan lenga olimpica", l'ultima risale all'ottobre del 2004 quando Fabrice Bernissan professore di Lescurryed ex presidente dell'IEO, Istitut de Estudi Occitan, e Michel Dantin di Montaner nel Bearn partono in bicicletta alla volta di Torino. La loro scampagnata è un iniziativa privata che non gode di sostegno popolare alcuno ma che viene accompagnata da una serie di comunicati stampa e di richieste ufficiali alla Regione Piemonte, ovviamente il tutto è architettato dalla Chambra d'oc e da un'associazione occitanista di Tarba, "Nosauts de Bigorra" di cui Fabrice Bernissan è presidente.
Prima del loro arrivo in Piemonte l'Unioun Prouvençalo fa sentire la sua voce in proposito inviando ai giornali italiani un documento col quale smentisce la partecipazione delle associazioni provenzali al sostegno di "occitan lenga olimpica".
Nella primavera del 2005, gli occitani, capitanati da Lombardo , sindaco di Ostana in Valle Po, continuano a promuovere "occitano lingua olimpica", presentando le loro istanze a Pescante, prima in un incontro a Saluzzo, poi con un documento ufficiale presentato dalla Comunità Montana Valle Po.
In ogni caso, l'iniziativa occitanista rimane un'idea di pochi e sparuti gruppi associativi "occitani", che non rappresentano affatto il territorio delle regioni d'oc nel loro insieme, ma solo una piccola parte di esso: infatti la loro proposta è ben lungi dal riscuotere un appoggio popolare da parte degli abitanti del Midi della Francia e delle vallate alpine del Piemonte sud occidentale, che in essa non si riconoscono affatto, e non se ne preoccupano minimamente, così come non si riconoscono affatto in una presunta e appartenenza ad una inesistente nazione occitana.