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La lingua provenzale polinomica

I movimenti provenzali che sottoscrivono in calce, riuniti a Briançon, sabato 21 settembre 2002
 

Constatano

  • Che nessuna varietà della lingua provenzale è mai stata la lingua ufficiale di uno Stato
  • Che nessuna varietà può essere considerata come la varietà storica di riferimento della lingua provenzale, rispetto alla quale le altre varietà sarebbero dei dialetti
  • Che la lingua provenzale è unica nella sua diversità e che la sua esistenza è fondata sulla decisione concordata di coloro che la parlano, di identificarla con un nome specifico, e di dichiararla autonoma rispetto alle altre lingue riconosciute
  • Che Federico Mistral, premio Nobel per la letteratura, principale artefice della normalizzazione grafica moderna della lingua provenzale (detta grafia mistraliana), ebbe cura di far sì che tale normalizzazione potesse adattarsi a tutte le varietà senza privilegiarne alcuna
  • Che Mistral sempre incoraggiò i vari autori a scrivere e ad esprimersi nella varietà della lingua provenzale del loro territorio, sottolineando come tale scelta linguistica contribuisca a far riconoscere il provenzale come lingua di civilizzazione
  •  Che con il suo rispetto di tutte le varietà della lingua provenzale, soprattutto nel dizionario di riferimento da lui realizzato, Mistral evitò che si desse una preminenza ad una varietà rispetto alle altre, sia pure rispetto a quelle che avevano prodotto capolavori letterari
  • Che la sparizione delle varietà della lingua provenzale sarebbe una perdita enorme per il patrimonio culturale, storico, linguistico della Provenza, e, in senso lato, dell'umanità;

Affermano

  • Che la lingua provenzale è una lingua polinomica le cui varietà hanno pari dignità
  • Che ognuna di queste varietà è l'espressione della lingua provenzale in una particolare area geografica e nella società che ivi risiede
  • Che la piena dignità riconosciuta in questo modo ad ogni varietà della lingua provenzale conferma il fatto che non esiste alcuna gerarchia tra le varietà stesse;

Dichiarano

  • Che qualsiasi azione volta ad imporre una norma unica per il provenzale contrasta con il pluralismo che li anima
  • Che la polinomia della lingua provenzale implica il rispetto delle sue varietà scritte ed orali
  • Che qualsiasi azione o ideologia linguistica avente intenti unificatori è fonte di impoverimento e dunque non potrebbero essere applicate alla lingua provenzale.

Unioun Prouvençalo Transaupino
Consulta Provenzale
Unioun Prouvençalo
Collectif Prouvènço

Lingue polinomiche : "Lingue la cui unità è astratta ed è il risultato di un movimento dialettico e non del semplice consolidamento di una norma unica, e la cui esistenza è fondata sulla decisione concordata di coloro che la parlano di darle un nome specifico e di dichiararla autonoma rispetto alle altre lingue riconosciute". J.B. Marcellesi, "La définizione delle lingue nell'ambito romanzo : insegnamenti da trarre dalla situazione della Corsica" in Atti del XVII Congresso sulla linguistica romanza, Università di Provenza, Aix, 1984, pp. 307-314.

La Dichiarazione di Briançon è redatta in francese, in italiano e in provenzale. La versione provenzale è stata fatta secondo la grafia moderna detta "mistraliana" e in quella della Escolo dou Po che ne è la derivazione adattata all'italiano.Per quanto concerne la grafia moderna, è stata scelta, in omaggio a Federico Mistral, la varietà rodaniana del provenzale, per la grafia dell'Escolo dou Po, la varietà del provenzale di Oulx (Brianzonese italiano).