Dichiarazione di Briançon (Italiano)

Per il rispetto della diversità della lingua provenzale
 
Nel 1896, il provenzale alpino Pierre Dévoluy nel suo libro “Istori naciounalo de la Prouvenço”  scriveva che in tutte le valli limitrofe della Provenza ( denominata oggi dal punto di vista amministrativo, Provence-Alpes-Côte d’Azur) che scendono verso la pianura di Torino “ si parla essenzialmente provenzale tra pastori e gente di campagna”.
 
            Dévoluy sapeva che le varietà del provenzale che si parlano nelle vallate che scendono verso la pianura di Torino non sono le stesse di Arles o di Gap; come non sono le stesse di Marsiglia o di Tolone; le stesse osservazioni poi, si potrebbero fare per le altre varietà dell’area linguistica provenzale. Tuttavia egli scrive: “ vi si parla essenzialmente provenzale”. Questo significa che per lui tutte le varietà del provenzale sono 2puro provenzale”, e che non esiste una varietà più pura delle altre.
 
            Dévoluy, i discepolo per eccellenza – così si dice – di Mistral, non faceva altro che applicare il principio del suo maestro, il quale ha sempre rispettato le varietà del provenzale e degli idiomi d’oc, rispetto ampiamente provato nella sua opera monumentale Lou Tresor dóu Felibrige, il suo dizionario.
 
            Il rispetto dell’ugual valore delle varietà di una lingua, senza che una di esse abbia il predominio sulle altre, è definito dai linguisti moderni con il termine di “polinomia delle lingue”; si utilizza in tale definizione il termine matematico “polinomio” che significa, come è noto, “insiemi aventi lo stesso valore”.
 
            Qualificare una lingua col termine “polinomica” significa che i locatori di queste varietà sentono profondamente che queste cosiddette varietà costituiscono una sola lingua, diversa  dalle altre lingue, al di là delle differenze e delle somiglianze strettamente linguistiche; significa inoltre che i locatori hanno la volontà che in questo modo esse lingue siano considerate.
 
            Abbiamo dunque deciso di dichiarare ufficialmente:
 
·         che la nostra lingua provenzale è una lingua polinomica,
·         che ognuna della sue varietà è l’espressione della lingua provenzale nella sua area geografica e nella società che ivi risiede,
·         che la piena dignità riconosciuta ad ogni varietà della lingua provenzale conferma il fatto che non esista alcuna gerarchia tra queste varietà.
 
 
Il procedimento che stiamo seguendo è lo stesso che i Corsi hanno seguito quando hanno ottenuto il riconoscimento della lingua corsa.
 
            Ci sia qui concesso di ringraziare il professor Jean-Baptiste Marcellesi, sociolinguista, che èsatto l’artefice di questo riconoscimento, ma che è anche, con i suoi lavori di ricerca presolo il CNRS, l’artefice del riconoscimento della polinomia delle lingue.Egli è membro del Consiglio Scientifico e Giuridico de l’Union Prouvençalo.
 
            Il rispetto delle nostre particolarità è minacciato in questo momento dalla ideologia unificante occitana che si esprime, senza remora alcuna, nelle valli provenzali che scendono verso la pianura di Torino; ciò avviene a partire dall’approvazione, da parte del Parlamento Italiano, della legge nazionale sulla tutela delle lingue minoritarie – dicembre 1999 – che ha riconosciuto “l’occitano” in luogo del provenzale come lingua minoritaria.
 
            Questo fatto ci obbliga a denunciare il contenuto del libro con CDRom “Valadas occitanas, Occitania Granda,” distribuito gratuitamente dalla Regione Piemonte alle scuole delle sue valli provenzali. Il contenuto di questo libro, appoggiandosi su informazioni tendenziose e talvolta erronee, prepara le menti alla creazione di una macro-regione di ispirazione statalista, l’occitania, contraria alla diversità dei paesi dell’area linguistica d’oc.
 
            I nostri paesi provenzali illustrano, con la loro storia, la propria diversità che essi hanno saputo preservare da ogni tentazione centralizzatrice. Nel corso dei secoli, essi hanno saputo far rispettare le loro autonomie, che saranno attenuate solamente nei secoli XIX e XX, secoli che hanno visto la centralizzazione adottata dagli stati-nazione. Il XXI secolo è chiamato a consacrare la rinascita dei poteri regionali in un Europa unita.
 
            Per questo motivo, la Provenza non è nella situazione di vedere il suo nome diventare sussidiario di una qualsivoglia costruzione macro-regionale assolutamente artificiosa.
            Analogamente, la nostra lingua provenzale non è sussidiaria all’occitano.
 
            La Dichiarazione di Briançon afferma la nostra volontà di perpetuare la nostra lingua provenzale, di preservarne l’autonomia rispetto alle altre lingue dell’area linguistica d’oc e di rispettarne la varietà.
 
 
L’Union Prouvençalo Transaupino; La Consulta Provenzale;  
L’Union Prouvençalo; Le Collectif « Prouvenço »

 

LA DICHIARAZIONE DI BRIANCON

La lingua provenzale polinomica

I movimenti provenzali che sottoscrivono in calce, riuniti a Briançon, sabato 21 settembre 2002
 

Constatano

  • Che nessuna varietà della lingua provenzale è mai stata la lingua ufficiale di uno Stato
  • Che nessuna varietà può essere considerata come la varietà storica di riferimento della lingua provenzale, rispetto alla quale le altre varietà sarebbero dei dialetti
  • Che la lingua provenzale è unica nella sua diversità e che la sua esistenza è fondata sulla decisione concordata di coloro che la parlano, di identificarla con un nome specifico, e di dichiararla autonoma rispetto alle altre lingue riconosciute
  • Che Federico Mistral, premio Nobel per la letteratura, principale artefice della normalizzazione grafica moderna della lingua provenzale (detta grafia mistraliana), ebbe cura di far sì che tale normalizzazione potesse adattarsi a tutte le varietà senza privilegiarne alcuna
  • Che Mistral sempre incoraggiò i vari autori a scrivere e ad esprimersi nella varietà della lingua provenzale del loro territorio, sottolineando come tale scelta linguistica contribuisca a far riconoscere il provenzale come lingua di civilizzazione
  •  Che con il suo rispetto di tutte le varietà della lingua provenzale, soprattutto nel dizionario di riferimento da lui realizzato, Mistral evitò che si desse una preminenza ad una varietà rispetto alle altre, sia pure rispetto a quelle che avevano prodotto capolavori letterari
  • Che la sparizione delle varietà della lingua provenzale sarebbe una perdita enorme per il patrimonio culturale, storico, linguistico della Provenza, e, in senso lato, dell'umanità;

Affermano

  • Che la lingua provenzale è una lingua polinomica le cui varietà hanno pari dignità
  • Che ognuna di queste varietà è l'espressione della lingua provenzale in una particolare area geografica e nella società che ivi risiede
  • Che la piena dignità riconosciuta in questo modo ad ogni varietà della lingua provenzale conferma il fatto che non esiste alcuna gerarchia tra le varietà stesse;

Dichiarano

  • Che qualsiasi azione volta ad imporre una norma unica per il provenzale contrasta con il pluralismo che li anima
  • Che la polinomia della lingua provenzale implica il rispetto delle sue varietà scritte ed orali
  • Che qualsiasi azione o ideologia linguistica avente intenti unificatori è fonte di impoverimento e dunque non potrebbero essere applicate alla lingua provenzale.

Unioun Prouvençalo Transaupino
Consulta Provenzale
Unioun Prouvençalo
Collectif Prouvènço

Lingue polinomiche : "Lingue la cui unità è astratta ed è il risultato di un movimento dialettico e non del semplice consolidamento di una norma unica, e la cui esistenza è fondata sulla decisione concordata di coloro che la parlano di darle un nome specifico e di dichiararla autonoma rispetto alle altre lingue riconosciute". J.B. Marcellesi, "La définizione delle lingue nell'ambito romanzo : insegnamenti da trarre dalla situazione della Corsica" in Atti del XVII Congresso sulla linguistica romanza, Università di Provenza, Aix, 1984, pp. 307-314.

La Dichiarazione di Briançon è redatta in francese, in italiano e in provenzale. La versione provenzale è stata fatta secondo la grafia moderna detta "mistraliana" e in quella della Escolo dou Po che ne è la derivazione adattata all'italiano.Per quanto concerne la grafia moderna, è stata scelta, in omaggio a Federico Mistral, la varietà rodaniana del provenzale, per la grafia dell'Escolo dou Po, la varietà del provenzale di Oulx (Brianzonese italiano).