Alla Chambra d'Oc
La Chambra d'oc per mezzo di un suo portavoce torna a ribadire le più che discutibili ragioni di sostegno all'iniziativa "occitan lenga olimpica". Ci pare superfluo soffermarsi su di esse che sono ormai ben note a chi come noi si oppone alla deriva culturale, o meglio allo stravolgimento culturale e linguistico proposto dagli occitanisti.
La Dichiarazione contro "occitan lenga olimpica" redatta dalla Consulta Provenzale in accordo con le associazioni delle regioni di lingue d'oc dimostra che in realtà il sostegno procuratosi dalla Chambra d'oc non è così diffuso e determinante e soprattutto è carente proprio là dove gli occitanisti dicono di aver un sostegno popolare di massa. Si pensi che nella loro propaganda politica si parla chiaramente di 12 milioni di persone che loro definirebbero "occitani" e che quindi sosterrebbero secondo loro la causa della "nazione occitana". Ma in realtà questa coscienza nazionalista di massa dov'è se proprio nel meridione di Francia si trova un accanito movimento di opposizione all'occitanesimo? Come mai proprio coloro che voi definite "occitani" dicono di non esserlo e vi contrastano? Forse c'è qualcosa che non va, carissima Chambra d'oc.
Non vediamo poi cosa centrino i valori olimpici con le valli occitane e con l'"occitano", per giustificare l'"occitania" hanno pure il coraggio di scomodare i valori olimpici, la pace, la libertà addirittura la femminilità in un estremo tentativo di "tutto fa brodo", anche strumentalizzare invano valori sacrosanti, così, tanto per fare audience e coinvolgere i lettori.
Ci pare che il tentativo di costruire una grande "nazione occitana" inesistente non abbia nulla a che vedere con i valori olimpici. Anzi ...
Inoltre, i riferimenti fatti a quello che loro chiamano "inno occitano" e la sua interpretazione esposta dalla Chambra d'oc ci sembrano affatto personali e poco corrette. Ma ad ognuno la libertà di leggere le cose come meglio crede.
Cosa diversa è pretendere che le proprie opinioni personali diventino le opinioni di tutti.
Non riteniamo corretta l'interpretazione che considera le vallate alpine come "valli occitane" e rifiutiamo e neghiamo assolutamente di condividere la rappresentanza del territorio, delle sue lingue e culture quali "occitane" in sede delle Olimpiadi TORINO 2006, da chiunque tutto ciò venga presentato. Voi pretendete di rappresentare la gente delle valli quando tale mandato di rappresentanza non vi è stato affidato da nessuno, anche perché non avete avuto neanche l'educazione di chiedere alla gente cosa ne pensi. E non si può montare un apparato di rappresentanza, se dicente "popolare", di chiaro significato politico e ideologico come quello "occitano", senza interpellare coloro che si vorrebbe rappresentare.
Noi sulle lingue e culture delle vallate cuneesi e torinesi abbiamo, come ben si sa , le nostre opinioni e ce le teniamo, alla faccia di tutti i tentativi di somministrarci pane e "nazionalismo occitano" fatti da voi occitanisti.
E infine siamo per una volta d'accordo con voi sul fatto che ci sia qualcuno che cerchi di distruggere, solo che noi siamo convinti che siate voi a cercare di stravolgere la cultura provenzale alpina per i vostri interessi ideologici e politici, e questo è abbastanza per garantirvi per sempre la nostra cortese e distinta, quanto determinata opposizione.
E state pur sicuri che, come voi dite, il nostro "lavoro serio e coerente prima o poi darà i suoi frutti"