Considerato che la lingua Provenzale é espressamente riconosciuta dall'U.N.E.S.C.O come patrimonio mondiale in via d'estinzione e preoccupati dalle conseguenze disastrose che il patrimonio culturale delle nostre valli potrebbe subire in seguito a una tale azione, cittadini ed associazioni, in unione con i Provenzali di Francia, hanno costituito spontaneamente la Consulta Provenzale.
La Consulta é nata come movimento popolare che propone:
A sostegno della lingua provenzale la Consulta promuove una raccolta di firme.
In Italia, l'arco alpino sud occidentale confinante con la Provenza (Alpes - Côte d'Azur), dalle Valli Monregalesi alla Alta Valle Susa, interessanti le provincie di Cuneo e di Torino, appartiene all'area caratterizzata dall'uso della lingua Provenzale.
Il Provenzale é una delle lingue della famiglia d'Oc del Midì di Francia come il Guascone, il Limosino, l'Arvergnate, il Perigordino...
Il provenzale é il rappresentante ultimo di una cultura, quella dei trovatori medioevali e del premio nobel Frederic Mistral, che é un patrimonio per l'Europa intera. Questa lingua e la sua cultura (persistente ancora nelle vallate delle Alpi Sud - Occidentali) sono compromesse nella loro esistenza dal contesto della recente legge 482 del 15/12/99. Tale legge non ha in alcuna maniera tenuto conto degli appelli ad inserire il Provenzale come lingua protetta e riconosciuta dallo stato italiano.
Nel contesto della legge é stato, invece, impropriamente inserito il termine "occitano" che non ha nessuna valenza storico-linguistica nel territorio delle valli cuneesi e torinesi.
Recentemente si cerca di imporre e risulta propagandata, una "lingua occitana normalizzata" che cancellerà le realtà linguistiche locali dei nostri paesi.
Si tratta, cioé, del tentativo di sostituire uno standar linguistico artificiale alle lingue reali delle valli alpine di Cuneo e Torino.
Il progetto crea le premesse di eliminazione delle parlate locali stravolgendo completamente lo spirito originario della legge (attuazione dell' Art. 6 della Costituzione).
In poche parole, il bambino di Aisone, ad esempio, invece di imparare a scuola la propria variante linguistica provenzale, potrebbe vedersi costretto ad apprendere un codice linguistico artificioso e inesistente.