Il Provenzale

La Provenza, Area Geografica

La Provenza è una regione storica dell'Europa Occidentale, anticamente estesa sul territorio degli attuali dipartimenti del Bouches-du-Rhône, del Var del Alpes-Haute Provence e attualmente contenuta in gran parte nella regione amministrativa francese denominata "Provence - Alpes - Cote d'Azur" dal Rodano alle Alpi che in più include i dipartimenti del Vaucluse, Drôme, Hautes-Alpes, e Alpes Maritimes.
La linea di confine passa sul monte Thabor e prosegue tagliando la Val Guisane il Massif du Pelvoux e la valle del Drac, passando per il Col de la Croix Haute e il Col de Cabre; scende, poi, a tagliare i monti della Lure per sfiorare il monte Ventoux e attraversare quindi la valle del Rodano seguendo il quale arriva fino al mare. I confini culturali e linguistici della Provenza vanno però al di là degli attuali confini politico-amministrativi della regione "Provence - Alpes - Côte d'Azur", infatti essi comprendono ad oriente parte del territorio delle Alpi sud occidentali, fino alle basse vallate italiane delle province di Cuneo e Torino, dove comincia il territorio di lingua e cultura italo-piemontese. Mentre ad occidente il territorio al di la del Rodano fino al fiume Vidourle ad ovest di Nimes, dove inizia l'area di cultura linguadociana.
Essa si divide in alta e bassa Provenza, dato il notevole dislivello fra le zone costiere e l'area alpina altresì chiamate Provenza continentale e Provenza marittima.
La sua struttura è in gran parte montuosa con una zona alpina culminante nei 3400 m dell'Aguille de Chambeyron e del Monviso delle Alpi Cozie sullo spartiacque fra Italia e Francia seguite, più a sud, dal massiccio dell'Argentera e del Gelas e del Marguareis nelle Alpi Marittime, che si piegano quasi ad inchinarsi nel mar Ligure. Ma in Francia il massiccio alpino è esteso su un territorio molto più ampio e solcato da immense vallate di origine glaciale dominate dalle cime del Pelvoux con i suoi 3440 m. oppure nei 3051 m del monte Pelat nelle Grandi Alpi, a cui si contrappongono le Piccole Alpi della Bassa Durance con le cime dell'Alpines ( 500 m) e del monte Ventoux (1912 m).
Si arriva così rapidamente alla zona costiera caratterizzata da litorali in prevalenza alti e rocciosi con piccole baie di natura alluvionale che disegnano la splendida Costa Azzurra. Qui si elevano due massicci montuosi che nulla hanno a che vedere con le vicine Alpi, sono il Massif de l'Esterel che si affaccia sulla costa fra gli abitati de La Napoule e Frejus e il Massif des Maures molto più esteso che comincia dal fiume Argens e termina nella Rade d'Hyères.
Più a ovest il terreno è meno aspro e inizia ad abbassarsi con le colline di Apt e Forcalquier ancora dominate dal Massif de Luberon fra i bacini del Rodano e quello di un altro importante fiume provenzale, la Durenço ( in francese Durance), per poi distendersi nelle estese pianure semi-arida della Crau e acquitrinose della Camargue solcate dal grande fiume Rodano, ove sorgono le città di Avignone e Arles, cuore culturale della Provenza mistraliana.
I fiumi più importanti sono il Rodano e la Durance, mentre sul versante italiano nasce il Po con i suoi primi affluenti.
Queste terre sono battute dal famoso vento invernale mistral, risultante dalla differenza di pressione fra le zone interne più fredde e la zona mediterranea più calda.
Si vede chiaramente come il territorio provenzale sia caratterizzato dalla presenza di zone ed ambienti geografici diversissimi fra loro: dalle coste miti e soleggiate del litorale mediterraneo agli elevati ed imponenti massicci alpini.
Tutto ciò rende la Provenza una regione dagli aspetti e dai climi più diversi: insomma una regione votata alla diversità e al rispetto delle differenze già a partire dalla sua geografia.

Cos'è il Provenzale

Capitolo primo di Langues, cultures et identités régionales en Provence. La Métaphore de l'aïoli, Paris, L'Harmattan, 2002. Tradotto e pubblicato con l'autorizzazione del prof. Philippe Blanchet.
Il Provenzale è la lingua romanza autoctona parlata in Provenza, entità il cui territorio storico è oggi in gran parte contenuta nella regione amministrativa francese chiamata "Provence-Alpes-Côte d'Azur", nel sud-est della Francia confinante con il Mar Mediterraneo e la frontiera italiana. La regione comprende i dipartimenti del Vaucluse, del Bouches-du- Rhône, del Var e dell'Alpes de Haute-Provence. Il paese nizzardo, storicamente distinto, costituisce il dipartimento Alpes-Maritimes ( eccetto la sua frangia occidentale fra Grasse e Cannes, considerata provenzale). Il dipartimento Hautes-Alpes , storicamente delfinese, è comunque unito a questa regione amministrativa. Al contrario, nel sud della Drôme detta "Drôme provençale" ( Delfinato, Région Rhône-Alpes) e sulla riva destra del Rodano, nel dipartimento del Gard fino a Nîmes (Languedoc, Région Languedoc-Roussillon) le popolazioni considerano sovente le loro parlate, vicine al provenzale rodaniano, come provenzali.
Dal punto di vista tipologico, il provenzale appartiene al vasto dominio delle lingue d'oc, nel quale i linguisti assemblano delle varietà sufficientemente diverse sul piano linguistico come sul piano socio-storico, perché l'intercomprensione fra tutte le varianti non è del tutto assicurata, né sono assicurate soprattutto una coscienza linguistica comune e un sentimento d'identità collettiva. Di fatto i Provenzali considerano la loro lingua come un'entità distinta e indipendente dalle altre lingue regionali del "sud-Ovest", cioè del Languedoc e Gascogne etc., o "del Nord", cioè Auvergne, Limousin, Dauphiné, il dominio d'oïl, etc., essendo il principale criterio di identificazione quello territoriale e legato a un sentimento di identità locale.
L'antico uso che attribuisce parallelamente al termine provenzale, il significato di " insieme delle parlate del dominio d'oc" è ambiguo. Si preferisce oggi in tal senso lingua d'oc, oppure "occitano" (non impiegato se non in taluni ambienti scientifici o di militanza, e fa riferimento a un'ideologia particolare). I Provenzali chiamano la loro lingua col termine provenzale, o patois con le eventuali precisazioni del tipo "provenzale tolonese, gavot, di Avignon, di Vaison etc."
Il provenzale presenta inoltre, nelle sue varianti meridionali, le più diffuse e più esplicitamente "provenzali" ( vedi la cartina n° 2), delle specificità fonetiche e morfologiche abbastanza nette che lo distinguono chiaramente dal resto della famiglia d'oc, e lo avvicinano alle varietà italiane : le finali orali delle parole sono al 90% vocaliche ( solo -s, -r compaiono a volte). Se il femminile è in generale in ...o ( come nella maggior parte degli idiomi d'oc) e non in ...a,, il maschile è sovente in ...e o in ...ou atone ( essendo possibile il finale in ...i per entrambi i generi). I sostantivi sono invariabili ( non ci sono ...s del plurale e gli articoli li/lei indicano il nome) e solo gli aggettivi davanti ai sostantivi reggono il plurale in -(e)i.
Sul piano culturale si tratta di una società latina, a forte identità mediterraneo-alpina, trovatasi nel tempo fra Italia, Francia e, in parte, Aragona ( dinastia medievale).

Relazioni provenzale-francese

Il provenzale è stato confrontato alla progressione del francese dal XVI° secolo. Questo ultimo è stato introdotto in Provenza come lingua scritta alla fine del XV° secolo ed il suo uso giuridico, in sostituzione del latino è stato confermato dall'editto di Villers-Cotterêt (1539)(1). La Provenza è stato fra i paesi d'oc quello che è passato allo scritto amministrativo francese in epoca più tarda rispetto agli altri (si trova il provenzale fino alla fine del XVI° secolo e riappare oggi). L'Ordinanza di Villers -Cotteret non ebbe del resto che poche conseguenze sull'uso orale della grande maggioranza della popolazione che resterà prevalentemente legata all'uso del provenzale fino al XX° secolo. Le classi "superiori ", sempre più attirate dal polo parigino sono quelle che tendono ad apprendere il francese tra il XVI° ed il XVIII° secolo. Ciò è dovuto al fatto che nel 1486, dopo essere appartenuta alle dinastie prima aragonese poi angioina , la corona di Provenza - ma non la Provenza che resta indipendente fino in 1790 ... viene lasciata al Re della Francia. Si crea così una situazione di moderata diglossia, con alcuni scritti in francese ed il resto dello spazio sociolinguistico in provenzale (con un po' di latino e di italiano qua e là).
Nel XIX° secolo, con l'annessione della Provenza e della Contea da parte della Francia, il conflitto diventa più forte: la legislazione nazionalista e le strutture socio-culturali uniformizzatrici costituite dopo il 1789, sostenute dalle classi superiori, rigettano dovunque i " patois " ed esigono dal popolo dei rudimenti di francese. La conoscenza del francese progredisce allora di poco negli strati popolari. Ma è con la scuola obbligatoria, la guerra di 1914 ed un ammodernamento profondo (media, comunicazioni esodo rurale...), che la maggioranza dei Provenzali si adegua per forza al francese,tra il 1890 e il 1950, sotto la forma particolare di un francese provenzalizzato, questo francese regionale che parliamo oggi. Dopo la II guerra mondiale, il provenzale continuerà in parte la sua regressione quantitativa, essendo vittima di interdizioni e di disprezzo da parte delle autorità francesi, respinto dalle nuove generazioni, ed annegato in un flusso migratorio enorme proveniente in particolare dal nord della Francia (turismo, insediamenti economici...). Tuttavia, l'imposizione esclusiva del francese contro il provenzale ha causato nella popolazione lo sviluppo di movimenti di sostegno della lingua regionale in una prospettiva, se non di bilinguismo egualitario, almeno di diglossia stabilizzata. Il provenzale fa parte di quelle lingue di Francia sufficientemente individuate e descritte da far si che il " complesso patoisant " istillato a scuola non penetra radicalmente la popolazione: le parlate della Provenza hanno sempre conservato in parte lo statuto di " lingua " identificata sotto un nome comune. Questi movimenti di cui l'archetipo è stato e resta il Félibrige (fondato nel 1854 da F. Mistral e ancora esistente) sono attivi su tutti i piani: quello letterario (più riuscito, con lo sviluppo di una creazione di qualità riconosciuta fino ai nostri giorni, vedere Courty 1997 e Bayle-Courty 1995), sul piano pedagogico (sviluppo dell'insegnamento associativo e nell'educazione nazionale), sul piano politico (affermazione di un'identità culturale regionale), ecc. Questi movimenti, pacifici ed aperti si appoggiano sulla filosofia umanistica dei Diritti della Persona e delle minoranze, contrariamente a quanto affermano voci calunniose che vorrebbero sistematicamente connotarli di un'ideologia conservatrice (vedi Blanchet 2000a e (dir.) 1997b). Oggi la loro presenza e la loro azione proseguono dovunque in Provenza, dove il provenzale beneficia adesso almeno di una dinamica nuova e di un netto miglioramento qualitativo in termini di legittimazione sociale.
Sul piano letterario che costituisce uno dei punti forti delle pratiche e dell'immagine del provenzale, segnaliamo che la letteratura in francese non è apparsa in Provenza che a partire dal XIX° secolo, cioè dall'epoca della francesizzazione effettiva, ma ha conosciuto da allora dei grandi autori dalla fibra regionalistica (Daudet, Rostand Pagnol, Giono Bosco, Carro ecc.). La letteratura in provenzale è segnata da tre grandi periodi (vedi Rostaing e Jouveau 1987). Il medioevo fu l'epoca dei Trovatori di cui numerosi Provenzali che influenzarono tutte le letterature dell'Europa con le loro splendide poesie in lingua d'oc (XI°-XIV° s.). La prima rinascita, nel XVI° secolo, ha luogo in particolare sotto l'influenza dei poeti italiani (Petrarca), con un focolare di creazione poetica intorno ad Aix e Marsiglia (Bellaud, Tronco Ruffi) poi, nel XVII°, di creazione teatrale ad Aix (Brueys, Zerbin Codolet) e di poesie pastorali (Saboly, di Avignon). La creatività riparte alla fine del XVIII° secolo nelle città (Aix, Marsiglia Arles, Tolone con Diouloufet, Grossi Coye, Pélabon) e sboccia nel XIX° secolo con la respelido: intorno ad un'intensa produzione (Gelu, Aubanel Roumanille, Maurel ecc.), è il movimento del Félibrige nella zona Arles-Avignon, dominato per Frederì Mistral (premio Nobel in 1904, vedere Mauron 1993) e che prosegue nel XX° secolo fino ad oggi (con grande nomi come Arbaud, Baroncelli, Peyre Bosco, Drutel Chamson, Bayle Galtier, Becco Delavouët, Tennevin Giély, Courty ecc., ).
Se la poesia domina largamente, il teatro (spesso rimato) la segue da vicino, la prosa si sviluppa progressivamente (romanzi, notizie), ma non si dimenticherà il cinema e soprattutto oggi la canzone (Berretto, Chiron, Carlotti Massilia...). Bisogna notare che i cinque dipartimenti provenzali forniscono da soli più del terzo (e più prestigiosi) dei 1500 autori che scrivono in lingua regionale elencati nei secoli XIX° e XX° nei 32 dipartimenti francesi del dominio linguistico delle lingue d'oc.
Tradotto da Le bilinguisme provençal-français en Provence aujourd'hui. Chapitre premier de Langues, cultures et identités régionales en Provence. La Métaphore de l'aïoli, Paris, L'Harmattan, 2002, di Philippe Blanchet Philippe Blanchet Professore di sociolinguistica presso l'Université Rennes 2 Haute Bretagne. Pubblicato con la gentile concessione del prof. Philippe Blanchet.
(1) Art. 111 -

"Et pour ce que telles choses sont souventes fois advenues sur l'intelligence des mots latins contenuz esd. arrestz, nous voulons que doresnavant tout arrestz, ensemble toutes autres procedures, soient de noz courtz souveraines ou autres subalternes et inférieurs, soient des registres, enquestes, contractz, commissions, sentences, testamens et autres qielzconques actes et exploictz de justice ou qui en deppenden, soient prononcez, enregistrez et delivrez aux parties en langage maternel fronçois et non autrement." Dall' Ordonnance de Villers-Cotteret in merito a "L'etat civil e l'usage du français" . (2) Ricerca statistica inedita (DEA università Rennes 2) realizzata da Stéphane Boyer a partire dal Dizionario degli autori di lingua d'oc dal 1800 ai nostri giorni di J. Fourié (Parigi, 1994).

Mass Media e Letteratura

Disinformazione e conseguente assenza di volontà han fatto sì che il termine "occitano" venga oggi usato ed abusato dai media, spesso con inconfessata approssimazione. In realtà l'uso di tale termine non può rivendicare alcuna motivazione testimoniata dalla storia.

Una lingua senza letteratura non esiste

D'altra parte non è possibile che un lingua abbia avvenire e consistenza se non ha una propria letteratura alle spalle, da essa prodotta lungo i tsecoli. Il provenzale ha tale letteratura, di alto livello e di vasta risonanza (da Frédéric Mistral Nobel per la letteratura con il poema in provenzale "Mireio - Mirella" a scrittori moderni riconosciuti). La stessa cosa non si può affermare per il versante occitano.

Legge 482

La legge 482, licenziata il 15 dicembre 1999, non ha in alcuna maniera tenuto conto degli appelli ad inserire il provenzale come lingua protetta e riconosciuta dallo Stato Italiano. Questo nel doveroso rispetto della realtà storica e della coscienza culturale delle popolazioni interessate al di qua ed al di là delle Alpi Ocicidentali tra Piemonte e Provenza.
Un'azione popolare spontanea è intrapresa in Italia e Francia e in molte nazioni nel mondo dove il provenzale è apprezzato e studiato, per il riconoscimento del provenzale ad ogni livello. In Provenza è nato il Couleitéu Prouvenço, che allo momento ha superato le 10.000 adesioni.

La Realtà Europea

La lingua provenzale è espressamente riconosciuta dall'UNESCO come lingua minacciata ("Atlas des langues en peril", UNESCO, 1996), inserita nei più importanti studi sulle lingue del mondo: "Ethnologue, languages of the wolrd" (Dallas - USA, 1996), "Language World Register" (London , 1997) .
La lingua provenzale ha attinto il traguardo insigne del PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA nel 1904 per merito del poeta Frédéric Mistral, autore di capolavori letterari riconosciuti universalmente.
La lingua provenzale da secoli dispone di grammatiche e dizionari, di strumenti linguistici avanzati ed é insegnata e studiata ad ogni livello scolastico, dalla Materna all' Università.
La lingua provenzale è espressamente definita come tale dal Ministro dell' Educazione Nazionale francese nelle sue circolari sull'insegnamento delle lingue e dai programmi di lingue dei Licei.
La lingua provenzale è espressione correntemente usata dal "Conseil Superieur de l'Audio-visuel français (rapport reguliers sur les émissions de télévision en langues régionales), ed inoltre dal Consiglio d'Europa (cfr. rapport dell'1/7/98 n° 011850).
Il presidente della Regione Provenza, Michel Vauzelle, ad Arles il 30 settembre 2001, davanti a 10.000 persone che manifestavano per il riconoscimento della lingua provenzale ha dichiarato: Le provençal, en tant que provençal doit étre reconnu et enseigné comme telö.

Frederì Mistral, il poeta provenzale

Frédérìc Mistral e la sua scuola

Quest'epoca è quella che ha generato, nell'ambito delle terre e della civiltà provenzale, opere e personalità creative di altissimo livello e di risonanza universale: in primo luogo lo scrittore Frédéric Mistral, premio Nobel per la Letteratura nel 1904, Joséph de Roumanille, d'Arbaud, Aubanel, Daudet (il noto autore delle "Lettres de mon moulin" fu pure brillante scrittore in lingua provenzale) e molti altri appartenenti alla "scuola" provenzale, che qui sarebbe troppo lungo elencare.
A parte l'antico fenomeno trobadorico, se oggi si parla di lettere e civiltà provenzale, se questa letteratura viene giustamente annoverata tra le grandi creazioni lasciate in dono all'umanità, il merito va a queste personalità per il seguito che esse ebbero e poi l'ammirazione che sollevarono.
Il materiale di verifica è ampio e di agevole accesso: si scorrano i capolavori di Mistral ("Miréio", Calendau", "Memori e racontò ...) di Roumanille, Daudet e Aubanel ... : la civiltà provenzale vi emerge sovrana nell'eredità storica e nelle definizioni.
E' tuttavia doveroso tener conto che questi scrittori, tutti quanti, si chiamarono sempre provenzali, mai occitani: quest'ultimo termina fu sempre fuori dai loro interessi, privo di valore significante e di funzione dialettica. Ciò non per effetto d'una scelta, ma per un fatto di cultura perfettamente naturale.
Il 1800 sarà infatti l'epoca di Mistral e della grande letteratura provenzale. Bisognerà aspettare nel nostro secolo, il secondo dopoguerra perché oltralpe il patrimonio provenzale riemerga. In larga parte con lodevole sensibilità culturale e spinta creativa, rispettosa delle verità e delle realtà storiche (il movimento Felibrige e altre numerose associazioni e gruppi transalpini ne sono espressione e testimonianza). Purtroppo più tardi al processo di corretta riscoperta in atto oltralpe, si mescolarono lòavances occitanò: nello stile rumoroso, tipico degli attivisti di estrazione nazionalistica ed ideologica, soprattutto di estrema destra, ma di scarsa sensibilità linguistico - culturale.

Frédérìc Mistral e l'Europa Latina

Fu proprio il premio Nobel alla letteratura Frederì Mistral, che grazie alla sua particolare apertura intellettuale individuò un'area omogenea che nel vecchio continente aveva condiviso storia, analogie, vicende antropologiche e sociali. E' nei discorsi pubblici e nei numeosi interventi, ma soprattutto nella cospicua corrispondenza con i poeti catalani, che Mistral conia il termine "Europa Latina" con un popolo del Sud Europa, di differente natura, ma di antica origine linguistica e culturale.

La minoranza linguistica provenzale in Italia

Le valli sud occidentali di Cuneo e Torino subirono nei secoli l'influenza della lingua e della letteratura provenzale d'oltralpe.
I trait-d'union storici possono essere brevemente individuati:

  • nel comune substrato etno-linguistico
  • nella vicinanza territoriale diretta con la Provenza storica
  • nei rapporti costanti commerciali, politici ed economici con l'oltralpe provenzale
  • nel vistoso fenomeno secolare dell'emigrazione della gente valligiana verso le campagne e i centri urbani tra Alpi e Rodano (Provenza francese).

La scoperta della civiltà provenzale in Italia

Questa preziosa realtà linguistico-culturale venne felicemente individuata intorno agli ultimi anni '50 e l'inizio degli anni '60, quando fu fondata "L'Escolo dòu Po" (Scuola del Po) , libera associazione di civiltà provenzale alpina e primo organismo regolare di studio e ricerca di tale patrimonio in età contemporanea i Italia.
Merito eminente di tale risveglio va riconosciuto al prof. Corrado Grassi, allora docente all'Università di Torino ed oggi a Vienna, ed al suo studio fondamentale Correnti e Contrasti di lingua e cultura nelle valli cisalpine di parlata provenzale e franco provenzale (1958 - Università di Torino, facoltà di lettere e filosofia).
Grazie all'opera instancabile dell'Escolo dòu Po, di "Coumboscuro Centre Prouvençal" (S. Lucio de Coumbosuro 12020 - Monterosso Grana, Cuneo), La "Valaddo" (Roreto Chisone, Torino), l'Ass. "E Kyé" e di altre successive numerose associazioni, venne rapidamente maturando la coscienza dell'appartenenza provenzale , che nel giro di pochi decenni divenne un fatto diffuso.
A sostegno di tale maturazione agiva la coscienza dei precedenti letterari, rappresentati dai Trovatori e da Mistral.

Cronologia di vita

 
 
1830, 8 settembre, nascita di Frederì Mistral al Mas dòu Juge (fattoria del Giudice) a Maillane, villaggio a Sud di Avignone. Suo padre è fattore, sua madre contadina.
 
1839 / 1847  periodo di studi ad Avignone
 
1848 Inizia a comporre in lingua provenzale
 
1848 / 1851 Studia Diritto alla Università di Aix en Provence
 
1852 Partecipa al Congresso dei poeti provenzali di Arles
 
1854, 21 maggio, a Font-Ségugne, vicino ad Avignone, fonda con Roumanille, Aubanel, Giéra, Mathieu, Brunet e Tavan, l'associazione del Felibrige (con simbolo la stella a sette punte), che si prefigge di promuovere e creare in lingua provenzale.
 
1855 prima edizione dell'Armana Prouvençau, antologia annuale di letteratura provenzale, che continua ad essere pubblicata.
 
1856 Adolphe Dumas fa visita a F. Mistral
 
1859 Prima edizione del poema Mireio, presso l'editore Roumanille di Avignone
 
1866, 19 marzo, Gounod presenta l'opera lirica Mireio
 
1866 Mistral pubblica nell'Armanalo scritto La Coumtesso contro la politica di centralizzazione parigina
 
1867 Pubblicazione del poema epico Calendau
 
1868 Eugène Garcin accusa i felibri, conponenti dell'ass. del Felibrige, di separatismo
 
1875 pubblicazione della raccolta poetica Lis Isclo d'or
 
1876 sposa Marie Rivière
 
1879 i giornali L'Evénement e Le XIX Siècle, accusano Mistral di separatismo
 
1881 pubblicazione del primo volume del dizionario della lingua provenzale Lou Tresor dòu Felibrige
 
1884 pubblicazione del romanzo Nerto
 
1886 pubblicazione del secondo volume de Lou Tresor dòu Felibrige
 
1890 pubblicazione del romanzo La Reino Jano
 
1891 primo numero del giornale fondato da Mistral L'Aiòli, pubblicato sino al        1899
 
1894 va in scena l'opera lirica Calendal di H. Maréchal
 
1896  pubblicazione del poema Pouemo dòu Rose
 
1899 Inaugurazione ad Arles del Museon Arlaten, il primo museo di Francia       dedicato alle tradizioni locali
 
1904 riceve il Premio Nobel alla letteratura
 
1906 pubblicazione di Memori e raconte, memorie e racconti
           primo film ispirato al poema Mireio
 
1910 pubblicazione della traduzione del libro biblico della Genèsi in provenzale
 
1912 pubblicazione dell'ultima opera di Mistral Lis Oulivado
 
1913 il Presidente francese R. Poincaré fa visita a Mistral
 
1914, 25 marzo, morte di Mistral a Maillane

Il provenzale riconosciuto dall'UNESCO

Il 19 febbraio 2009 a Parigi è avvenuta la presentazione dell'Atlas des langues en danger dans le monde, Atlante delle lingue in pericolo nel mondo, in cui sono riconosciute come lingue a se stanti e da tutelare ognuna delle lingue d'oc, provenzale, alvergnate, linguadociano, guascone.
Da vent'anni, l'UNESCO riconosce la dignità linguistica e culturale di ciascuna delle lingue d'oc considerate singolarmente e con il loro nome originale. Si tratta di un passo in avanti fondamentale nel graduale riconoscimento della dignità linguistica e culturale delle regioni d'oc del Midi francese e delle Alpi sud occidentali.
L'Atlante riconosce il "linguadociano, il franc-comtois, il guascone, l'alvergnate, il limousin, il poitevin-saintongeais, il gallo, il normanno, il lorenese, il provenzale, nelle sue due varianti quella piemontese e quella alpina . Ma anche il vallone e il renano." Da Le Monde del 18 febbraio 2009. Importante il fatto che le lingue d'oc siano considerate singolarmente e con il loro nome originale e non sotto l'infausta, inopportuna ed errata definizione di "occitano" che qualcuno propone da tempo come improprio ed improbabile koinè contenitore per le lingue d'oc. Inoltre, la lingua d'oc parlata nella Regione Languedoc - Roussillon viene per la prima volta chiamata ufficialmente "languedocien", ossia "linguadociano" e non "occitan".
Curioso e altrettanto importante vedere che il termine "occitan" viene contemplato ma solo come eventuale sinonimo per le lingue su citate. Non passa quindi la tesi occitanista che sostiene che le lingue d'oc siano solo semplici sotto dialetti della grande lingua unica "occitana". Non resta che esprimere la nostra condivisione e soddisfazione per quanto riportato dall'UNESCO soprattutto in seguito all'inopportuna e non condivisa azione lanciata lo scorso anno per tentare di fare riconoscere l'"occitano" come "patrimonio mondiale dell'UNESCO".

SIAN E SAREN!! La manifestazione antioccitanista di Beaucaire - Tarascon, 3 ottobre 2009

 
 
A Beucaire Tarascon lo scorso 3 ottobre
MANIFESTAZIONE PER LA PLURALITA’ DELLE LINGUE D’OC
La Consulta Provenzale era presente alla manifestazione popolare
 
 
Due pullman sono partiti dal Piemonte per raggiungere Beucaire Tarascon, dove sabato 3 ottobre si è volta la manifestazione “Sian e Saren”, “Siamo e Saremo. Organizzatore l’Aliance des langues d’oc, Federazione delle terre delle lingue d’oc del Sud Francia.
L’evento è conseguente al recente inserimento dell’articolo 75 della Costituzione Francese, che recita “Le lingue regionali sono patrimonio della Nazione”.
Ora si tratta di formulare la legge di tutela delle “lingue regionali”. I movimenti regionalisti che proteggono il patrimonio linguistico dei territori francesi si sono messi in moto, dalla Bretagna ai Paesi Baschi. Nel Sud-Francia. “Il problema nel Midì è complicato – dichiara Jean Pierre Richard, Presidente del Collectif Prouvenço – poiché c’è una lobbye di pensiero che tenta di accomunare le lingue regionali sotto l’unica sigla di “Lingua occitana”, escludendo la pluralità linguistica delle varie regioni di lingua d’Oc.”. Una “Omologazione linguistica inaccettabile – così si è espresso il sindaco di Tarascon Charles Fabre – poiché la Provenza è erede di una grande tradizione che ha fornito la prima letteratura all’Europa moderna!”.
“Queste migliaia di persone sono testimonianza di grande attaccamento al proprio territorio – hanno esordito parlando alla piazza i Deputati Lachaud e Reynès  – denunciando una operazione di grave globalizzazione linguistica di cui saremo portatori presso il Parlamento Francese!”.
La Consulta provenzale, presente in massa alla manifestazione indica il perché della partecipazione dal Piemonte. “La Consulta si è formata per il riconoscimento della lingua provenzale in Italia parlata quale lingua ancestrale nelle valli di Cuneo e Torino. Ci siamo sentiti coinvolti in questa manifestazione in terra di Provenza, poiché il rischio della scomparsa delle vere lingue di territorio a favore di un cosiddetto “occitano normalizzato” è la fine di tutte le lingue regionali. Siamo qui per condividere questo timore e sostenere la libertà di espressione di tutte le lingue d’oc”
Il portavoce della Regione Provenza Claude Vulpian, a nome del suo Presidente Michel Vauzelle, non ha mezze parole: “Se si sta preparando una legge sulle lingue regionali, facciamo che le lingue regionali siano prese in considerazione. Chiediamo forse troppo? Non ci pare! La nostra Provenza è Regione di Francia, e come Regione chiediamo che la sua lingua sia riconosciuta, come qualsiasi regione dell’Exagone. Battiamoci per la nostra lingua provenzale!”.
Un centinaio di eletti, tra sindaci, Presidenti di Dipartimento, Deputati, responsabili di Aglomeration Urbaines, erano presenti con fascia e gagliardetto alla manifestazione di Beucaire - Tarascon dove un lungo corteo ha attraversato il ponte sul Rodano che unisce le due cittadine: “Un ponte di unità e di apertura per il rispetto di tutte le lingue e tutte le culture” ha precisato il sindaco di Beucaire Jacques Boubousson. “A vent’anni dalla caduta del muro di Berlino, impediamo che altri muri vengano alzati nelle terre di Francia, tra regioni vicine e sorelle”. L’augurio conclusivo del Presidente della Regione Provenza Michel Vauzelle.
 

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